Il caso.

Crisi Fifa, anche Macron si schiera contro Infantino 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Emmanuel Macron scende in campo, Gianni Infantino spera lo faccia anche Donald Trump: il terremoto sulla Fifa e il suo presidente Infantino è ormai un caso politico. Secondo L’Équipe, il capo di Stato francese è «personalmente coinvolto» da vari giorni nella crisi nata in seguito all’annuncio del progetto, già naufragato, di vendere a investitori privati quote dei Mondiali.

Sposando la «linea dura» del presidente Uefa Aleksander Ceferin, Macron avrebbe chiamato Infantino per ribadire la «necessità di unità nel calcio mondiale e prevenire spaccature durature tra continenti e federazioni». E avrebbe garantito il suo pieno appoggio alla linea Ceferin nella battaglia contro Infantino, che nel frattempo starebbe cercando la sponda di Trump, in vista delle elezioni di marzo 2027.

La revoca

Infantino ha poi dovuto incassare la scelta di Galles e Inghilterra, solo la prima pubblica, di revocare il proprio appoggio alla ricandidatura. «La Football Association of Wales conferma il ritiro del proprio sostegno alla candidatura di Gianni Infantino per la rielezione alla presidenza Fifa per il mandato 2027-2031», annuncia la federazione gallese, a causa «dei recenti fallimenti in materia di leadership, valori e gestione dei rapporti con gli investitori».

Anche la Football Association inglese è pronta ormai a sfiduciare il leader del calcio mondiale, per il crescente malcontento europeo sulla gestione della governance il progetto di “vendere” i Mondiali. Una scelta dal forte peso simbolico: con la sua influenza, la Fa inglese potrebbe innescare un effetto domino e portare altre associazioni europee a rivedere il proprio sostegno.

L’Uefa

Intanto la Uefa attacca. Secondo il Telegraph, l’Unione ha inviato una lettera a Infantino, minacciando di «valutare azioni legali» e chiedendo «misure immediate per identificare e conservare tutti i documenti e le informazioni archiviate elettronicamente sul progetto», per evitare «la distruzione di dati contenuti in email, messaggi istantanei, sms, corrispondenza scritta e verbali di riunione».

Resta centrale la questione di un candidato credibile per le elezioni Fifa. Potrebbe essere Victor Montagliani, presidente della Concacaf, che ha chiesto «un’approfondita relazione» sulla leadership di Infantino. Il quale punterebbe l’appoggio di Paesi vicini a Trump: Qatar, Libano e Marocco. La battaglia è all’inizio.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?