La storia.

«Crisi dei consumi e vendite online: così ho detto basta» 

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Le ultime due insegne (delle dodici) storiche, in via Alghero, le ha “spente” all’inizio dello scorso anno. «Un grande dispiacere», dice Innocenzo («ma tutti mi chiamano Lilli») Ruggieri, imprenditore che per anni ha regnato nelle vie dello shopping. «Ho dovuto chiudere», a 83 anni ha inciso anche l’età, «ed è stato un grosso dispiacere», ribadisce, «ma per fortuna ho trovato un accordo per affittare i locali a una persona di cui ho molta stima». La crisi dei consumi, il mondo dell’online. Il resto l’ha fatto la qualità, sempre meno apprezzata per via della crisi. «Sicuramente gli acquisti su internet hanno dato una bella bordata a tutto il settore», dice. «Soprattutto da quanto le grandi firme hanno iniziato a vendere direttamente i propri capi. Anche se ora questo settore è drogato dal falso», aggiunge. Poi c’è la competizione della Cina, difficile da superare. «Lo dico contro il mio interesse, i cinesi sono diventati bravissimi. Ormai riescono a confezionare capi anche per i grandi stilisti», dice ancora. Risultato: sempre meno negozi, e tra coloro che abbassano la serranda anche sempre più insegne storiche. «La città si sta impoverendo». ( ma. mad. )

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