Tortolì.

«Creiamo un’oasi per i mufloni in libertà» 

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La trappola allestita in via Ponza era stata un flop. I mufloni stanziali di Arbatax se n’erano guardati bene dal varcare la soglia e giravano al largo, facendo naufragare i propositi di cattura (in vista di un trasferimento verso altre oasi) messi in atto dall’uomo. Ora, nell’ambito operativo pianificato dall’assessorato regionale dell’Ambiente e illustrato due mesi fa a Tortolì, la task force tecnica sta allestendo nel parco di Batteria (dove stanziano gli esemplari) la nuova area idonea e recintata da destinare al contenimento temporaneo degli animali. Nell’eventualità che i mufloni dovessero entrare nella gabbia-trappola, gli esperti avvieranno una serie di accertamenti scientifici, a cominciare dal prelievo e dalla lavorazione dei campioni biologici per la tipizzazione genetica degli stessi.

Sabrina Caredda, operatrice turistica di Arbatax, avanza la personale proposta per la futura collocazione dei mufloni, diventati una delle icone del borgo marinaro: «Perché non valutare, magari in accordo con i centri vicini, la chiusura di una vasta area naturale ricca di vegetazione spontanea dove questi esemplari possano continuare a vivere in sicurezza?». Secondo Caredda, la futura destinazione del branco potrebbe diventare un’opportunità di sviluppo: «Un’area attrezzata con punti di osservazione controllati, accessibili ai visitatori che desiderino ammirarli senza interferire con la loro vita. Una sorta di piccolo “Safari Park naturalistico”, che potrebbe diventare anche un’opportunità turistica e creare nuove occasioni di lavoro per il territorio».

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