agricoltura

«Costi impazziti, campagne allo stremo» 

Da Cagliari l’appello di Coldiretti e del ministro Lollobrigida all’Ue: «Meno tasse» 

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Fino a 3600 euro di rincari per azienda in due mesi di guerra, il gasolio agricolo che è tornato a crescere, il balzo dei fertilizzanti (l’urea è arrivata a 870 euro a tonnellata contro i 470 del maggio dello scorso anno). La crisi sta mettendo a dura prova il mondo delle campagne. I campi sono minati dai rincari. Ma gli agricoltori reagiscono. Ieri a Cagliari erano in migliaia all’assemblea di Coldiretti con il presidente dell’associazione Battista Cualbu, il direttore Luca Saba, il presidente nazionale Ettore Prandini e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Obiettivo, difendere il made in Italy a tavola, con un occhio di riguardo ai territori periferici come la Sardegna, contro un’Europa che continua a imporre «tasse folli». «La Sardegna è un’Isola – ha ricordato Prandini – ma noi non possiamo permettere che sia isolata, questa è una situazione da attenzionare». Perché? «La Sardegna ha grosse difficoltà legate alla logistica, e su questo bisogna intervenire con misure di carattere nazionale a sostegno dei trasporti e con misure di carattere territoriale, trattandosi di una Regione a statuto speciale». Infatti, «incentivare la diminuzione del costo della logistica mette tutto il sistema agroalimentare sardo nella condizione di essere maggiormente competitivo».

La via

La strada da seguire l’ha indicata il ministro: «L’Europa deve fare subito una cosa – ha dichiarato Lollobrigida – togliere le tasse folli imposte su alcuni prodotti che non abbiamo, penso ai fertilizzanti. Abbiamo chiesto di aprire le maglie della spesa europea. In fasi straordinarie come questa bisogna intervenire per aiutare le nostre imprese a resistere». Il costo dei fertilizzanti cresce in maniera esponenziale, ribadisce, e «come Ue siamo in ritardo sulla sovranità alimentare rilanciata dal Governo che prevede di dotarsi di strumenti per superare crisi come quella dovuta alla chiusura di Hormuz». Secondo Prandini «andrebbero cancellate alcune tassazioni senza logica sul trasporto marittimo, essendo l’unico elemento che oggi si ha in Sardegna per arrivare all’interno del continente e guardare allo spostamento delle merci in Europa e nel mondo». Cualbu ha ammesso che il tema dei rincari è globale, «ma interessa tantissimo la Sardegna. Ringraziamo per il lavoro fatto ma c’è ancora tanto da fare. È impossibile competere perché la nostra Regione paga la condizione di insularità e i conseguenti problemi legati ai trasporti sia delle persone che delle merci».

Il metodo

Concetti condivisi con i tremila agricoltori accorsi alla Fiera di Cagliari, sicuri che «non è questa l’Europa che vogliamo». Ancora Lollobrigida ha spiegato come il Governo sta affrontando la crisi. Innanzitutto intervenendo in sostegno delle imprese: «L'Italia è una delle poche nazioni che per esempio mantiene l'incentivo sul gasolio agricolo per quasi un miliardo e che permette ai nostri agricoltori di sostenere i costi di un elemento che serve alla produzione, anzi è indispensabile». Non solo, «abbiamo fatto ulteriori interventi in questa fase perché serviva ancora di più calmierare il costo del carburante, penso al credito d'imposta che abbiamo mantenuto del 20% sia per gli agricoltori che per i pescatori, e poi abbiamo lavorato in termini strutturali, il nostro Governo è quello che più di ogni altro ha investito risorse nell'agroalimentare. In 70 anni di Repubblica nessuno ha investito quanto noi».

I rischi

Ma non è detto che tutto questo sia sufficiente. Secondo i dati del Centro Studi Divulga citati ieri da Ettore Prandini, ai rincari aggiuntivi che vanno dai 40 centesimi a tonnellata per il latte bovino ai 95 euro a tonnellata per quello di pecora, si devono aggiungere i costi dell'alimentazione, con una stima fino a 200 euro in più ad ettaro per mais e altri cereali, oltre a fertilizzanti ed energia. Se non si riuscisse a raggiungere una tregua nel conflitto e i rincari dovessero perdurare, il conto rischia di salire a decine di migliaia di euro per le aziende più strutturate.

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