Viale Diaz.

Cosplay, giochi e fantasia: la Fiera presa d’assalto dall’esercito degli ex nerd  

Ieri la prima giornata dell’evento “Giocomix” «Quest’anno supereremo le 20mila presenze» 

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Ventimila presenze in due giorni lo scorso anno. Numeri destinati a salire in questa edizione 2026 iniziata ieri e che si concluderà oggi. Il Giocomix riparte da qui, dai numeri, ma soprattutto da un colpo d’occhio che dice tanto. Padiglioni della Fiera presi d’assalto dagli appassionati, costumi, spade, mantelli, file agli stand e una folla che si muove tra fumetti, giochi e videogiochi. Da anni non è più una nicchia.

Le storie

Tra duelli scenografici, escape room e tavoli adibiti per diversi giochi, l’atmosfera è quella di una festa continua. Ma dietro c’è un lavoro lungo anni. «La cosa più bella è vedere un pubblico eterogeneo», spiega Eleonora Guggeri, presidentessa dell’associazione Mondi Sospesi, organizzatrice dell’evento. «La maggior parte ha tra i 14 e i 40 anni, ma ci sono anche famiglie intere. È un percorso che portiamo avanti dal 2010: molti sono cresciuti con noi».

Il cambiamento è evidente soprattutto nella percezione. «Quando eravamo ragazzi, essere “nerd” aveva un’accezione negativa», racconta. «Oggi è cultura pop. Qui abbiamo creato un luogo sicuro, una comunità». Ed è forse questo il segreto del successo: una “tribù” che si riconosce ma che allo stesso tempo continua ad attirare nuovi curiosi. «Vengono perché vedono una folla colorata e sorridente. È contagiosa».

Cosplay e giochi

Il cuore della manifestazione resta il cosplay. Armature, parrucche, dettagli curati al millimetro. Dal mondo dei cartoni animati a quello degli anime giapponesi fino spaziare nei videogiochi. In centinaia sono arrivati da tutta la Sardegna per sfoggiare il proprio costume: «Ho iniziato a fare cosplay nel 2022 in maniera semplice per divertirmi», racconta Matteo Serra, in arte Sato cosplay, nei panni di Sephiroth, personaggio del videogioco Final Fantasy 7. «Ma per realizzare un costume servono tempo, soldi e competenze. Molti pezzi li ho stampati in 3D, ho comprato solo ciò che è in tessuto». Un lavoro che va ben oltre il travestimento. «La soddisfazione più grande è il riconoscimento degli altri». E dietro ogni costume ci sono mesi di preparazione. «Solo scegliere il personaggio richiede molto tempo», aggiunge Matteo Vacca, anche lui travestito da Gyro Zeppeli, personaggio del noto manga Jojo. «Poi ci sono i materiali, i tessuti. È impegnativo, ma ne vale la pena». E il risultato si vede: ogni angolo della fiera diventa un set, ogni incontro un’occasione per una foto. Accanto al cosplay respira anche il mondo del gioco. «La community a Cagliari è ampia e in continua crescita», spiegano dall’associazione D7. «Molti si avvicinano qui per la prima volta. Organizziamo serate gratuite e il Giocomix è fondamentale per farci conoscere». Un ecosistema che tiene insieme passione e opportunità. «È un contenitore che unisce associazionismo, commercio e creatività», sottolinea Guggeri. «Cerchiamo di innovare ogni anno, anche con una proposta più culturale: incontri con autori ed editori, occasioni per chi vuole fare un passo in più».

Anche dall’estero

E nonostante i limiti geografici, l’evento continua ad aprirsi. «La Sardegna ha qualche difficoltà nel portare ospiti, ma cerchiamo sempre di dare un’impronta diversa», spiega. Intanto, il richiamo cresce: tra i partecipanti alla gara cosplay ci sono anche iscritti arrivati dalla Germania. Segno che qualcosa è cambiato davvero. «Vent’anni fa il mio sogno era portare un piccolo pezzo di Lucca Comics a Cagliari», conclude Guggeri. «Oggi possiamo dire di aver costruito qualcosa di importante».

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