La denuncia.

Cospito: «Il 41bis impedisce di esistere» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

«È emozionante stare qui, l’ultima volta che ho potuto vedere facce amiche è stata un anno e mezzo fa. Qua dentro il mio isolamento è totale, ti proibiscono di esistere». Torna a parlare Alfredo Cospito, l’anarchico da anni in regime di 41 bis, e lo fa in videocollegamento dal carcere di Sassari nel corso di un processo a Bologna a carico di sei militanti accusati, a vario titolo, di danneggiamento e interruzione di funzione religiosa per fatti del 2022. Chiamato a testimoniare dai difensori degli imputati, nel suo intervento Cospito ha descritto le condizioni del 41 bis. «Ci sono persone che per anni non vedono un filo d’erba. È abbastanza traumatizzante. Soltanto in questo momento, per venire qui, ho attraversato corridoi come nel “Miglio Verde”, le guardie urlano e non ti fanno vedere nessuno». Ha poi ricordato le ragioni del suo sciopero della fame. «Mi sono reso conto di trovarmi in un meccanismo assurdo, in cui le persone sono usate per scopi politici, e per quello ho iniziato lo sciopero della fame». Intanto il suo difensore Flavio Rossi Albertini ha presentato un reclamo contro la decisione di rinnovare per altri due anni il regime del carcere duro.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?