L’obiettivo è duplice: sostenere le edicole, da un po’ di tempo in crisi per via della trasformazione in atto, e garantire il diritto dei cagliaritani all’informazione. Dando gambe a una mozione approvata in Consiglio lo scorso anno, il Comune ora taglia del 90 per cento il costo del canone di concessione e mette fine a una condizione di svantaggio (economico) a cui le edicole erano sottoposte da cinque anni, da quando cioè sostenevano un costo per l'occupazione del suolo pubblico uguale a quello dei chioschi commerciali pur avendo una diversa (inferiore) marginalità.
La novità
«Questa modifica va nella direzione di sostenere il diritto all'informazione e supporta contestualmente una categoria che svolge un ruolo sociale centrale all'interno della città», afferma Giovanni Porrà, presidente della commissione Bilancio e “papà” del piano dell’amministrazione per il rilancio delle edicole in città. «Questo risultato rappresenta il primo tassello di una più ampia strategia di rivisitazione del ruolo di questi spazi nel tessuto urbano proposta con mozione, di cui ero primo firmatario», aggiunge. «Abbattendo le tariffe di occupazione di suolo pubblico per le edicole il sindaco dà seguito a uno degli importanti impegni chiesti dal Consiglio con l'approvazione di quella mozione per la predisposizione di un piano per l’innovazione e la valorizzazione delle edicole», gli fa eco Matteo Massa, presidente della commissione Attività produttive.
Il “disegno”
Per la prima volta, dunque, l’amministrazione prevede una misura di sostegno specifica e concreta per le edicole. Per ora si tratta di un primo passo. Sullo sfondo resta l’idea di far diventare le edicole presidi multifunzionali che, oltre a vendere giornali, libri e riviste (il valore centrale e imprescindibile per un’edicola) possano essere degli infopoint e possano, anche, permettere di accedere ai servizi online offerti dall'amministrazione, come i certificati anagrafici. Per avere un’idea di cosa significhi abbattere del 90% quel canone, basta un esempio: un’edicola di 10 mq in una via o piazza cittadina di fascia media che pagava 580,10 euro, da quest'anno (la misura è già in vigore) paga 48,30 euro. «Un'attenzione doverosa nei confronti di attività che garantiscono capillarmente il diritto all'informazione», dice ancora Massa.
Gli operatori
Soddisfatti, evidentemente, gli edicolanti. «L’abbattimento delle tariffe rappresenta un sostegno concreto per il futuro delle edicole e dell’informazione», spiega Roberto Tronci, edicola in via Pessina. «È un primo passo, un segnale concreto», aggiunge. Il concetto lo ribadisce Francesco Spano, presidente di Fenagi, la federazione nazionale giornalai. «La riduzione sostanziale del canone dà continuità al lavoro che la federazione ha portato avanti in questi anni, dopo aver già contribuito alla modifica della normativa regionale che ha consentito l’inserimento, negli spazi di vendita delle edicole, di prodotti alimentari non deperibili fino al 40%».
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