C’è anche una lunga fila di abiti da sposa in questo emporio solidale che sembra un negozio come tutti gli altri. Solo che qui non si va alla cassa. Si prende, quello che serve, e poi si va via senza pagare.Perché abiti, generi alimentari e per la prima volta anche ausili medici, qui sono a disposizione delle tante famiglie in difficoltà.
Il taglio del nastro
Lo spazio, messo a disposizione dalla Comunità missionaria di Villaregia in via Irlanda 74, è stato inaugurato ieri mattina alla presenza delle associazioni, delle autorità comunali, e dei primi “clienti”. Realizzato con il contributo e il finanziamento del Comune è gestito dall’associazione Domu Mia e dalla Consulta delle associazioni quartesi. Per ora aprirà in via sperimentale due volte a settimana, il martedì e il venerdì dalle 15,30 alle 18.Negli scaffali c’è di tutto: pasta, latte, biscotti, prodotti a lunga conservazione e poi cappotti, magliette e gli abiti da sposa nuovi, donati da un’attività che ha chiuso, in modo che anche chi non ha i soldi per acquistarlo possa vivere il suo sì da favola.
La novità
E poi c’è la parte dedicata alle carrozzine, alle stampelle e ai deambulatori, perché, come ha spiegato Ninni Santus presidente di Domu Mia, «noi vogliamo assistere le persone quando hanno bisogno. Purtroppo sono tante, soprattutto le donne, che arrivate a una certa età cadono e si fanno male e hanno bisogno degli ausili che adesso possono trovare qui».Il progetto dell’emporio solidale «è nato quattro anni fa da un’idea della Consulta delle associazioni e in particolare dell’ambito socio assistenziale», ha spiegato il presidente della Consulta Alessandro Passera, «si è deciso di unire le forze per dare un servizio per tutta la comunità. Ci sono i volontari Vincenziani, Caritas, Anetas, Anmic, Lato B e Asnet che si occuperà delle consulenze sanitarie. Ci piacerebbe aprire qui anche un ambulatorio solidale, un centro di ascolto e una scuola di volontariato con le scuole».
Il Comune
Presente anche il sindaco Graziano Milia: «Un’iniziativa che nasce da un bellissimo progetto di coesione sociale», ha sottolineato. «Direi anche il progetto di coesione sociale ideale, visto il coinvolgimento di tantissimi soggetti, non solo Domu Mia, capofila, associazioni, Conferenze Vincenziane, Alimentis, ma anche singoli cittadini che hanno espresso la loro voglia di solidarietà contribuendo fattivamente, lavorando mattina e sera affinché tutto fosse pronto nei tempi previsti per l’inaugurazione». Un progetto, «che va ben oltre il contributo materiale offerto con gli alimentari, il vestiario e quant’altro presente all’interno dell’emporio. La solidarietà oggi è qualcosa di cui abbiamo bisogno come il pane, perché viviamo in un mondo nel quale le differenze in società sono sempre più marcate».
I locali sono stati benedetti da padre Martin e Ovedraogo e adesso sono pronti oggi ad accogliere i primi clienti.
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