Il fenomeno.

Così il centro storico cambia volto 

Giù i ruderi abbandonati per costruire nuove abitazioni: è boom di cantieri 

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I lotti edificabili sono finiti e così adesso è scattata la corsa ai vecchi ruderi. Case e palazzine datate, spesso abbandonate e che non riuscivano a trovare un proprietario, adesso vanno a ruba tra le imprese. Si compra il terreno, si butta giù la vecchia dimora e si cambia l’aspetto urbanistico del centro che si svecchia e si apre alle nuove esigenze.Sta accadendo ad esempio in via Porcu dove presto delle palazzine moderne prenderanno il posto di alcune vecchie abitazioni. Rispettando però diverse regole obbligatorie nel centro storico della città, a cominciare dalle facciate che non possono avere specchi e altri elementi troppo moderni.

Le agenzie

«In città la disponibilità di terreni edificabili è sempre più limitata» conferma l’agente immobiliare Letizia Spiga, «e questo sta orientando una parte del mercato verso la trasformazione di aree già urbanizzate. Assistiamo con crescente frequenza alla demolizione di vecchie e spesso irrecuperabili case unifamiliari per la realizzazione di nuovi edifici plurifamiliari. Come agenzia prendiamo in carico la vendita di immobili da demolire e ricostruire, affiancando imprese e acquirenti fin dalle prime fasi del progetto. Per chi acquista, questa soluzione offre la possibilità di scegliere una casa rispondente alle proprie esigenze, su misura, come un abito sartoriale, realizzata secondo standard costruttivi attuali e con una maggiore attenzione all’efficienza energetica». Interventi che rinnovano il patrimonio edilizio esistente limitando il consumo di nuovo suolo. «È un’evoluzione significativa per il mercato cittadino, che permette di rispondere alla domanda di nuove abitazioni intervenendo in zone già inserite nel tessuto urbano», conclude Spiga.

Gli interventi

In via Porcu la fila di moderne palazzine cresce: già pronta una, nel secondo tratto verso via San Francesco, se ne aggiungeranno altre due. «In questo modo la strada ritrova la sua identità» dice l’impresario Salvatore Cambarau che ha già demolito lungo la via, «è chiaro che quando non ci sono più lotti edificabili bisogna andare a riprendere quello che c’è. Ovviamente senza cambiare la fisionomia della zona e rispettando le regole. La città diventa così più moderna ma senza stravolgimenti». Conferma Davide Sanna, di Nidas costruzioni: «Demolire e ricostruire è secondo me un bene per la città» dice, «non utilizziamo terreno vergine ma andiamo a intervenire in zone già urbanizzate. Sono convinto che via Porcu possa tornare ad essere il vero cuore della città, sperando anche nella ripresa del commercio nel primo tratto della strada».

Le criticità

Peccato che non succeda in tutte le strade. In via Marconi continuano a restare in piedi, come fantasmi, edifici abbandonati da anni con le finestre rotte e i mattoni che vengono giù. Caso emblematico le palazzine di fronte a Villa Fadda in vendita da tempo, ma che scoraggiano anche le imprese per via degli alti costi.

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