Verso il voto.

Corsa a quattro, il peso della politica e la ricerca di discontinuità 

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«È più una competizione elettorale che rettorale». Il giudizio, tranchant, cala sulle elezioni per il prossimo Magnifico dell’ateneo turritano. Lo pronuncia più di uno spettatore qualificato all’interno dell’università, che assiste all’agone tra i quattro candidati, Sergio Uzzau, Giorgio Pintore, Francesco Morandi e Omar Chessa, rispettivamente ordinari del dipartimento di Scienze Biomediche, Biologia farmaceutica, Diritto del Turismo e Diritto costituzionale. Nell’urna telematica del 21 settembre, primo round della consultazione, potrebbe pesare anche la politica che, secondo alcuni, starebbe facendo pressing, usando un termine calcistico. E che ci sia una partita serrata in corso appare chiaro se si pensa alle forze in ballo.

I numeri

Undici dipartimenti solo a Sassari, più le sedi distaccate, tra Alghero, Nuoro, Oristano e Olbia, 620 docenti, 486 unità del personale tecnico amministrativo, e circa 13mila studenti iscritti, 54 dei quali con potere di voto. Ma tutto parte da Sassari, città espressione di un feudo Pd da cui è uscito anche l’attuale sindaco, Giuseppe Mascia. «Il Partito democratico non sostiene alcun candidato», mette le mani avanti Massimo Pintus, segretario provinciale dem.

Gli schieramenti

Due pretendenti, Chessa e Uzzau, vengono però inseriti in un’area contigua alla formazione guidata, a livello regionale, da Silvio Lai, sassarese. «Massima stima per loro ma non appoggiamo nessuno», chiude Pintus. E nessuno tra i competitor vede, o ammette, gli endorsement politici. «Ho votato sempre il centrosinistra - dichiara Sergio Uzzau - ma non sono organico a niente e non percepisco alcuna ingerenza. Avrebbe difficoltà a materializzarsi». L’università, ripetono i quattro papabili, rappresenterebbe un fortino inaccessibile alla proposta di casacche da indossare sotto la toga e l’ermellino. Forse però sensibile al sostegno di chi, quelle vesti, sta per riporle, come Gavino Mariotti, rettore uscente. «Si dice che io sia il suo candidato - ride Morandi - Un antico ritornello, del tutto falso». Un modo per smarcarsi dall’ordinario di Geografia economico-politica, lanciatosi alle Comunali nel 2024 sotto l’egida del centrodestra. «Il mio orientamento è centrista-cattolico», spiega l’economista e giurista, per tre anni assessore regionale al Turismo nella Giunta Pigliaru. «Ero però una figura tecnica», spiega. E aggiunge: «Per diventare rettore conta solo cosa si è fatto e cosa si propone. Nient’altro».

Le smentite

Si accumulano quindi le smentite sulle intromissioni politiche, a questo punto sempre più presunte. Come il posizionamento posticcio affibbiato a Pintore. «Mi hanno definito di centrosinistra. Non lo sapevo», ironizza, precisando: «Mai avuto tessere di partito né di associazioni. Però conosco tutti». La morale è che i voti vanno raccolti su ogni versante, in primis quelli interni, a partire dalla facoltà di Medicina, il suo bacino d’elezione. «Non vedo truppe cammellate targate Pd o Todde in questa elezione - sottolinea - né credo al fatto di voti spostati in massa dalla politica. Un rettore deve volare molto alto, come diceva Alessandro Maida». Proprio l’ex docente di Igiene è stato l’ultimo Magnifico, nel 2009, appartenente a Medicina, un dipartimento che tende a “bruciare” i suoi figli, come dimostrato in alcuni recenti suffragi. E lo si dà spaccato pure stavolta, mentre si rincorrono i rumors su Chessa, tra i favoriti, se non il favorito. «Penso di avere i numeri per vincere questa competizione elettorale», afferma il docente e la cifra dovrebbe aggirarsi sulle 360 preferenze. Il 56enne viene dato vicino a Giacomo Spissu, presidente della Fondazione Sardegna, ex presidente del Consiglio regionale nel mandato di Renato Soru, riferimento per il centrosinistra sardo e sassarese. «Abbiamo un ottimo rapporto ma, sia chiaro, la politica non entra nelle dinamiche universitarie». E attacca: «Chi dice il contrario non conosce come funziona un ateneo». I riflettori si sono accesi su Chessa, membro dell’Associazione italiana dei costituzionalisti, quando è entrato nel pool di avvocati che ha difeso la presidente della Regione, Alessandra Todde, nella querelle sulla decadenza della governatrice. «Ho svolto una attività professionale. Non ha alcuna attinenza con il voto», riferisce lui che, nei sei anni di Mariotti, non ha ricoperto alcun incarico, al contrario degli altri tre. Anche se Uzzau, al pari del giurista, e a differenza di Pintore e Morandi, viene dato come candidato di discontinuità con l’attuale rettore.

Intanto, a una settimana dall’urna, gli occhi sono puntati sull’esito della prima consultazione. Chi vincerà la tornata, la storia insegna, di solito si assicura anche la seconda e la carica. Assecondando o, contraddicendo, le volontà politiche.

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