La posta nelle case sparse di Guspini non arriva e a farne le spese sono i residenti in queste zone periferiche. Succede da tempo, in particolare nella località Santu Pedru dove, oltre l’assenza del servizio porta a porta, non ci sono nemmeno le cassette postali. Quelle più vicine, in via Gramsci, sono occupate. Un problema non da poco, per chi vive nell’area. Più volte Elena Bianco, residente, ha chiesto spiegazioni: «Ho segnalato il problema a Poste italiane e ho chiesto uno spazio all’interno delle cassette modulari presenti altrove, ma ho ricevuto una risposta negativa per via della momentanea indisponibilità di ulteriori cassette». Ha allora chiesto l’installazione di nuove cassette, ma non sono arrivate. Inoltre, «ho sollecitato la possibilità di lasciare la corrispondenza in giacenza all’ufficio postale, dove periodicamente l’avrei ritirata, ma anche questa soluzione non è stata accolta».
I problemi
Proprio a causa della mancata consegna della posta, Elena Bianco non ha ricevuto comunicazioni importanti, tra cui l’avviso di pagamento della Tari 2024: «Solo recandomi in Comune ho potuto conoscere l’importo dovuto e ho così potuto eseguire il pagamento, assieme a quello relativo al 2025». Anche Enrico Viale, un altro residente, racconta i disagi: «È diventata una continua rincorsa nel tentativo di fermare ogni mezzo con il simbolo di Poste italiane, ma nonostante le richieste di informazioni e di installazione di una cassetta modulare, non abbiamo mai ottenuto risposta».
Il Municipio
Stefania Atzei, assessora con delega ai Rapporti con enti terzi, ha inviato ieri una lettera urgente a Poste italiane precisando con cura l’oggetto: “Richiesta di attivazione del servizio di recapito postale per i residenti nelle case sparse in località Santu Pedru”. Nella comunicazione è evidenziato che «tale condizione impedisce l’esercizio di un diritto fondamentale». Atzei aggiunge: «Lo affermo perché ricevere la posta è un diritto. Le case sparse hanno già molte limitazioni logistiche legate al luogo in cui si trovano, e crearne altre per la carenza di un servizio di pubblica utilità è inaccettabile. In rappresentanza delle istanze dei cittadini, questo Assessorato ritiene che l’attuale situazione non sia né dignitosa né accettabile». Nella lettera si richiede ufficialmente a Poste l’installazione di nuove cassette postali o soluzioni alternative e funzionali come punti di recapito collettivi facilmente accessibili, estensione del servizio a domicilio o istituzione di un “fermo posta” gratuito per i residenti in zone disagiate.
Le lamentele
Filippo Usai, consigliere di maggioranza, riceve le segnalazioni dai cittadini che vivono nelle periferie: «La situazione è inaccettabile. Il territorio extraurbano è ampio e abitato da famiglie che devono poter contare su un servizio efficiente. Il disagio è amplificato per gli anziani, che già faticano a spostarsi e a utilizzare strumenti digitali. Poste italiane intervenga con urgenza».
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