Falsissimo

Corona torna sui social: bloccato 

Subito rimosso un nuovo account Instagram, lui in serata sbarca su X 

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Milano. Fabrizio Corona è riapparso sui social, ed è stata subito polemica. Prima su Instagram, ieri mattina, con un account cancellato in poche ore. Quindi, in serata, su X dove ha esordito con un attacco frontale: «La richiesta di rimozione delle pagine social, del canale YouTube, dei 160 milioni in sede civile da parte di Mediaset nei miei confronti sono atti intimidatori fatti con metodo mafioso. Sono sbarcato su X», il post dall’account @FMaria_Corona, che in poche ore ha sfondato quota 13mila follower.

Corona ha poi riservato altri attacchi a Mediaset, nel giorno in cui è stata fissata per il 21 settembre (davanti al Tribunale civile di Milano) la prima udienza della maxi causa civile contro di lui intentata dal gruppo Mediaset, da Pier Silvio e Marina Berlusconi, da Ilary Blasi, Maria De Filippi, Samira Lui, Gerry Scotti e Silvia Toffanin, con una richiesta danni reputazionali e patrimoniali, per una «campagna di odio» e diffamazione con una «violenza verbale inaudita», da 160 milioni di euro totali.

Gli atti

Corona ha messo in piedi un «agguato mediatico», un «ecosistema persecutorio», «aggredendo i due azionisti di controllo (per il tramite di Fininvest) del gruppo Mfe», ossia Marina e Pier Silvio Berlusconi, «con le rispettive famiglie, oltre all’autrice e conduttrice più importante delle reti Mediaset, e altri volti noti».

Lo si legge negli atti della maxi causa intentata, con i legali Giulia Bongiorno, Andrea Di Porto e Salvatore Pino, contro l’ex agente fotografico. E gli «odiosi attacchi basati sul nulla» hanno anche «una reale capacità distruttiva di valore» per un gruppo come Mfe. Tanto che i legali di Mediaset segnalano a carico di Corona anche profili «tipici di un aggiotaggio finanziario rilevante».

Dignità sotto attacco

Per i legali, quello messo in atto da Corona, sui social e con «apparizioni dal vivo nelle discoteche», sarebbe «uno spregiudicato e freddo calcolo economico: monetizzare odio, violenza verbale, insulti e disprezzo, fino ad arrivare ai presunti orientamenti sessuali e al body shaming».

«La distruzione della persona», si legge ancora negli atti, «diventa il prodotto da vendere e la minaccia di ulteriori rivelazioni il mezzo per mantenere il pubblico in uno stato di eccitazione morbosa». Da qui il calcolo dei danni riportato nel dettaglio negli atti. E, sull’aggiotaggio finanziario, il motivo è perché Corona «mira proprio a danneggiare anche economicamente l’azienda».

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