Quartiere Europeo.

Convento di San Giuseppe, corsa contro il tempo per la messa in sicurezza 

In forte ritardo i finanziamenti europei: la proprietà dà il via ai lavori più urgenti 

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Lotta contro il tempo, in via Vesalio, per salvare l’antico Convento di San Giuseppe. Dall’Unione europea sarebbero dovuti arrivare (già da mesi) 150 mila euro destinati a proteggere la fragile struttura dalle ormai sempre più frequenti infiltrazioni d’acqua. Tuttavia, complice l’inesorabile lentezza della burocrazia, ad oggi l’erogazione dei fondi non si è ancora concretizzata. Data la situazione di stallo e vista l’urgenza, la proprietà ha rotto gli indugi e ha avviato i lavori autonomamente - previo via libera della Soprintendenza - per mettere quanto prima in sicurezza le mura perimetrali e i caseggiati a rischio.

Fondi in ritardo

«In attesa che arrivi il finanziamento», riferisce Giampaolo Bayre, 77 anni, patron del Convento, nonché amministratore della società Victory srl, «abbiamo deciso di intervenire a nostre spese, anticipando i soldi necessari. Questo perché non potevamo più aspettare». Il restauro delle mura in làdiri - il tradizionale mattone sardo in terra cruda - è in corso. Nel frattempo si è già provveduto, a tempo di record, a ripristinare l’ex casa del custode. «Se non ci saranno intoppi», riprende Bayre, «i lavori si concluderanno entro gennaio, includendo anche la realizzazione di una copertura per le cisterne medioevali». Il tutto, anche in questo caso, in accordo con la Soprintendenza, dopo una serie di accurati sopralluoghi.

Bene identitario

L’intervento conservativo finalizzato a proteggere il Convento dalle bombe d’acqua che ogni tanto si abbattono su Pirri è coordinato dall’architetto Alceo Vado, 79 anni, uno dei massimi esperti di làdiri, antico metodo costruttivo soppiantato dal cemento solo negli anni ’70, ma che di recente è tornato in auge. Preliminarmente è stato messo in sicurezza il canalone di via Vesalio, di proprietà mista (comunale e privata), dopodiché si è passati alla ricostruzione vera e propria, come da antichi documenti catastali, della ex casa del custode. Tutelato dal Ministero della Cultura e vincolato dalla Soprintendenza, il Convento di San Giuseppe sorse nel 1200 sulle fondamenta dell’antica chiesa di Santa Maria delle Vigne. Passò in seguito all’ordine degli Scolopi che lo consacrarono al loro fondatore, San Giuseppe Calasanzio (da cui deriva il nome attuale). Nel XIX secolo divenne infine proprietà di una famiglia cagliaritana che lo restaurò completamente riportandolo al suo antico splendore e trasformandolo in una suggestiva location per matrimoni ed altri eventi.

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