I Riformatori chiedono di andare in Consiglio entro il 15 luglio, prima della revisione in Europa del sistema Ets

Continuità merci, seduta straordinaria  

Il centrodestra: «I sardi continuano a sopportare i costi aggiuntivi dell’insularità» 

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Trecentocinquanta milioni di euro in meno ogni anno alle imprese che scommettono sulle esportazioni è una cifra importante. La misura è colma: il trasporto marittimo delle merci sta diventando la questione regionale da risolvere per eccellenza. La mobilitazione degli Ambasciatori di Sardegna – la rete dell’intera filiera produttiva che chiede solo di ottenere strumenti concreti per compensare gli effetti dell’insularità – ha aperto la strada, ora anche la politica prova a fare la sua parte: da un lato la Regione sta avviando interlocuzioni col Governo per ottenere la piena competenza sulla continuità territoriale marittima così da costruire un modello adeguato alle esigenze dell’Isola, nell’Assemblea sarda invece i Riformatori chiedono che si possa affrontare il tema in una seduta straordinaria dell’Aula.

La richiesta

L’istanza è formale da ieri ed è firmata da tutti i capigruppo dell’opposizione. La seduta – secondo i consiglieri Umberto Ticca, Aldo Salaris e Giuseppe Fasolino – dovrà essere fissata prima del 15 luglio, «quando in sede europea si aprirà un passaggio relativo alla revisione del sistema Ets e alla possibile destinazione di una quota dei proventi a interventi nel settore dei trasporti». L’obiettivo è «presentarsi ai prossimi appuntamenti istituzionali con una posizione unitaria e con la piena consapevolezza dei diritti che derivano dalla condizione di insularità». Sarebbe, ricordano, «la prima grande vera occasione per trovare una concreta applicazione del principio di insularità, introdotto nell’articolo 119 della Costituzione. A quattro anni dalla modifica costituzionale, la Sardegna continua a sopportare costi aggiuntivi che penalizzano cittadini e imprese». D’altra parte, «la massima assemblea rappresentativa deve affrontare con urgenza una questione che riguarda l’intero sistema economico e sociale dell’Isola. Un tema di questa portata deve essere discusso nelle istituzioni e dalle istituzioni, affinché sia il Consiglio a indicare alla Regione una posizione chiara e condivisa e a investire la presidente e la Giunta del compito di rappresentare con forza le ragioni della Sardegna in tutte le sedi, ad attivarsi tempestivamente per ottenere strumenti efficaci di compensazione dei maggiori costi che gravano sulla Sardegna».

Aerei

Quello delle merci è solo il fronte più caldo di un sistema (quello della continuità) che funziona a singhiozzo. Ieri il consigliere di FdI Alessandro Sorgia ha denunciato «l’ennesima serata di caos e disagi negli scali aeroportuali». In particolare, il riferimento è ai ritardi a catena hanno coinvolto numerosi voli». «Non possiamo chiudere gli occhi davanti a quello che sta succedendo con la continuità territoriale gestita da compagnie come Aeroitalia – spiega Sorgia – i ritardi cronici di ore, le cancellazioni improvvise che lasciano a terra intere famiglie, gli accorpamenti di voli senza preavviso e una totale mancanza di assistenza e comunicazione ai passeggeri sono ormai una consuetudine inaccettabile». Per l’esponente di FdI «il diritto alla mobilità dei sardi è stato calpestato e declassato a una lotteria quotidiana». Da qui la richiesta di «un intervento immediato e risolutivo da parte delle autorità regionali competenti, dell'Enac e delle società di gestione aeroportuale. È necessario convocare i vertici delle compagnie aeree e dei gestori dei servizi a terra per pretendere il rispetto degli oneri di servizio pubblico e della dignità dei passeggeri».

Alla Camera

Ieri, intanto, la commissione Trasporti alla Camera presieduta da Salvatore Deidda ha approvato il parere favorevole al Documento Strategico della Mobilità. «Un passaggio fondamentale in cui, come maggioranza – ha spiegato Deidda – abbiamo voluto mettere nero su bianco una condizione chiara e non più negoziabile: è urgente e prioritario intervenire sui gravi ritardi infrastrutturali accumulati nella Regione Sardegna». Ora, conclude, «non ci sono più alibi per le lungaggini progettuali: ci aspettiamo che Rete Ferroviaria Italiana si allinei a questa visione, recuperando i ritardi del passato e trasformando le risorse stanziate in cantieri e servizi reali per i cittadini sardi». (ro. mu.)

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