Voli accorpati, orari modificati: «Sforata la soglia di tolleranza del bando ministeriale»

Continuità aerea in affanno La Regione: «Ci sono problemi»  

Ritardi e cancellazioni, rischio sanzioni sulle tratte dell’Isola Passeggeri inferociti: «Milano-Cagliari ormai è un’odissea»  

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Sta bastando l'avvio di stagione per mandare in tilt la Continuità territoriale aerea. Il grosso dei disservizi è concentrato su Linate, con una sequela di ritardi, quando non anche cancellazioni. Vero che in estate, con il picco di vacanzieri, quindi i tempi allungati per imbarchi e sbarchi, gli operativi delle compagnie subiscono variazioni con maggiore frequenza, complice pure la saturazione dello spazio aereo. «Ma qui il problema sembra diventato strutturale, ogni giorno arrivare o partire dalla Sardegna sta diventando complicato», protestano i passeggeri. Risale a giovedì, fanno sapere dall’assessorato regionale ai Trasporti, l’ultimo incontro con Aeroitalia che nell’Isola si è aggiudicata cinque tratte su sei della nuova Continuità, partita il 29 marzo. «Ma sulle cancellazioni ha sforato il limite del due per cento previsto dal bando ministeriale».

L’ultima protesta

Si sono intensificati dalla penultima settimana di giugno i disservizi nei collegamenti in Continuità territoriale. «Avevo prenotato il Linate-Cagliari delle 10.10 per il 7 luglio – racconta un docente universitario sardo che fa la spola con la Penisola –: Aeroitalia ha comunicato la riprotezione sulla tratta delle 13. Vuol dire perdere una mattina, un’altra». Perché i ritardi, dati alla mano, sono sempre più frequenti. «E di almeno un’ora e mezzo», si lamenta chi viaggia. In questi casi, però, «non veniamo nemmeno avvisati, sebbene la compagnia in fase di prenotazione richieda la mail e persino il genere dei passeggeri».

La tabella

Si sprecano gli esempi sugli orari sballati. «Il 26 giugno – racconta ancora il professore – il Linate-Cagliari delle 15 è decollato alle 17.45». Tre giorni più tardi, sul collegamento inverso il Boeing è partito alle 17,30 anziché alle 15. Il 1° luglio, ancora dallo scalo lombardo verso il capoluogo sardo, si è fatta notte: solo mezz’ora dopo le 24 l’aereo ha lasciato la pista. Non è andata meglio venerdì: il Linate-Cagliari delle 22.30, ultimo volo di giornata, ha iniziato il rullaggio un’ora più tardi. «Partendo comunque prima del volo delle 21.30 che è decollato addirittura alle 23,55», ha scritto su Facebook Filippo Petrucci, ex consigliere comunale, storico di professione, impegnato a Milano in un convegno. Era su quel volo. Visto il ritardo ha ricevuto il voucher per il bar, da sette euro. «Il panino costa 8,40. Una birra 5,80». Aeroitalia copre i collegamenti da Cagliari e Olbia verso Milano e Fiumicino più l’Alghero-Roma, mentre dal Riviera del corallo a Linate è in proroga sino a ottobre Ita Airways.

Compagnia e Regione

Dal vettore scelgono la linea del silenzio: sul caos voli nessun commento. Dagli uffici di Barbara Manca spiegano invece che «l’assessorato dei Trasporti segue quotidianamente e costantemente l'andamento dei voli in Continuità territoriale e le eventuali difformità riscontrate. Dai monitoraggi ufficiali relativi al primo trimestre del servizio è emerso che Aeroitalia ha effettuato alcune decine di cancellazioni nelle diverse tratte in regime di oneri di servizio pubblico: la percentuale è leggermente superiore alla soglia di tolleranza del 2 per cento prevista dal decreto ministeriale». In questi casi scattano sanzioni.

«Patti chiari»

Ancora dalla Regione: «Oltre a rappresentare più volte al vettore le problematiche legate» alla soppressione di questi collegamenti, «abbiamo comunicato formalmente alla compagnia che qualora questa soglia venisse superata anche al termine della stagione estiva, a ottobre, saranno applicate le penali previste – continuano dalla Regione –. Inoltre abbiamo scritto e detto ad Aeroitalia in modo chiaro che le cancellazioni di prima mattina non sono compatibili con un servizio pubblico. Abbiamo infine invitato il vettore ad adottare le opportune correzioni non solo per rientrare nella soglia di tolleranza prevista dal decreto, ma anche e soprattutto per ridurre al minimo i disagi dei passeggeri. Il nostro fine ultimo non è applicare penali, ma garantire un servizio pienamente efficiente e rispondente alle esigenze».

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