Dopo gara.

«Contestazione inopportuna» 

Il presidente Giulini: restiamo uniti, ci sarà ancora da soffrire 

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«Il momento di difficoltà non è passato: se vengo qui a richiamare unità è perché ci sarà ancora da soffrire». Ha vinto, Tommaso Giulini, e il suo pensiero decolla dolcemente, ma in volo qualche sassolino viene scagliato: «La contestazione che ho sentito nel primo tempo credo sia inopportuna, se la squadra in una gara complessa viene fischiata è ancora tutto più difficile». Non solo: «Anche contro il Lecce c’era una strana atmosfera, si sentiva nell’aria che sarebbe successo qualcosa, noi abbiamo bisogno del nostro pubblico, senza la nostra gente che ci soffia dietro nascono i problemi». Non ci sta, gli sforzi – in campo e fuori – per stare a galla e garantirsi un altro anno in Serie A non trovano il riscontro atteso: «Qui bisogna tifare il Cagliari, se si vuole bene al Cagliari, in tutte le partite. Nel primo tempo la gente non ci ha aiutato». Non hanno sentito il soffio, lui, gli investitori americani e la squadra. Sbam.

Lo scenario

Scende in campo il numero uno rossoblù, gli occhi ti fanno capire che i fischiatori li avrebbe volentieri azzannati uno ad uno: «Cremonese e Lecce non hanno mollato, quest'anno la quota salvezza è più alta, 33 punti non basteranno», sostiene in sala stampa, «ma noi abbiamo uno spogliatoio con tanti uomini veri». L’appello: «Questa vittoria non significa che non ci sarà sofferenza sino alla fine, l'importante è essere uniti. La squadra può avere anche delle lacune, ma bisogna remare tutti dalla stessa parte». Il progetto e il futuro: «Stiamo costruendo bene soprattutto con i giovani, da Palestra a Mendy passando per Rodriguez, sarebbe un peccato buttare via tutto». In sella per quanto? «Non so quanto rimarrò alla guida o se sarò ancora presidente quando ci sarà il nuovo stadio, ma spero almeno che mi invitino all'inaugurazione».

In campo

«Abbiamo due obiettivi: la salvezza e lo stadio, in questo periodo abbiamo sbagliato solo con Pisa e Lecce, mai pensato di cambiare tutto perché avrebbe significato rinnegare un intero progetto. Non credo che le responsabilità fossero solo del tecnico». Insomma, massima fiducia anche quando il mare era in tempesta per Pisacane: «Peccato per gli infortuni di Felici e Idrissi e il prestito di Luvumbo: non avere gente che salta l'uomo, eccetto Palestra, si sente».

Lo stadio

«Ora bisognerà fare il bando in Consiglio Comunale e fare un investimento da 250 milioni di euro su un’Isola, con un pubblico limitato, e capite bene che è una roba anti-economica, ma noi ci crediamo, questa operazione si sta facendo per dare uno stadio al Cagliari. E spero che chi è cresciuto in questa terra si renda conto della grande opportunità». Gli step: «Questo sarà un volano di sviluppo per tutti, spero lo si capisca in città». Si torna a parlare del vertice della società: «Non cambierà nel prossimo futuro, ma se il progetto andrà avanti e ci sarà bisogno di fondi importanti, è probabile – sottolinea il presidente e l’espressione diventa ancora più seria – che io non resti come socio di maggioranza. E spero finisca così, me lo auguro, perché vuol dire che il progetto andrà avanti».

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