Milano. La difesa di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, prepara cinque consulenze tecniche per contestare le conclusioni della Procura di Pavia. Secondo i legali, le 25 impronte di scarpe rilevate sul pavimento sarebbero una prova a discarico: le dimensioni delle tracce non sarebbero compatibili con il piede del 38enne. Anche la traccia 33, l’impronta di un palmo sul muro delle scale della cantina, non sarebbe identificabile né attribuibile a Sempio, perché priva di un numero sufficiente di elementi distintivi. La difesa contesta inoltre che fosse sporca di sangue e sostiene di aver ottenuto risultati opposti a quelli dei consulenti dell’accusa attraverso verifiche sperimentali e analisi tridimensionali. Le relazioni saranno depositate entro venerdì.
I legali valutano anche una perizia in incidente probatorio e un’istanza alla Corte costituzionale sulla possibilità che, per lo stesso delitto, coesistano un condannato definitivo, Alberto Stasi, e un altro imputato. Sulla traccia 33, risultati analoghi a quelli ora sostenuti dalla difesa erano emersi dagli accertamenti del Ris, oggetto di un nuovo fascicolo della Procura per presunte irregolarità e omissioni.
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