Tortolì.

«Consorzio al limite dell’anarchia» 

Al Consiglio dopo gli attentati Marcello Ladu mostra il “Botero fucilato” 

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INVIATO

Tortolì. Scena di famiglia con foro di proiettile. Marcello Ladu mostra in aula consiliare il souvenir calibro 12 dell’attentato subito. La riproduzione di un celebre dipinto di Botero abbelliva il suo ufficio al Consorzio industriale. Tre giorni fa le fucilate, ieri un abbraccio comunitario. Denso, liberatorio. Marcello Ladu è teso, determinato, rabbioso. Mette in fila le grane di un ente polveriera, la terra di nessuno coltivata a campo minato. «Quando ho preso in mano il Consorzio sapevo cosa andavo a rimestare. Una situazione al limite dell’anarchia, condizioni fuori dalla normalità che producevano debiti per i soci, aziende che non pagavano locazioni, aree occupate abusivamente. Non ci siamo girati dall’altra parte. Abbiamo ripianato i debiti, cercato di mettere le regole per il futuro di quest’area che determinerà lo sviluppo della comunità e dell’Ogliastra».

Le pietre

Ladu parla di lavoratori del Consorzio e di Aliarbatax che prendono lo stipendio senza lavorare, getta un’ombra sull’altra, di stranezze e eccezioni elevate a regole. La gestione Ammendola (Franco, l’ex presidente del Consorzio silurato dalla Provincia) viene evocata a più riprese senza mai nominarla. «Abbiamo ripianato debiti per sei milioni di euro, non potevamo consentire che questo stato di cose perdurasse per il futuro. Sapevamo in che guaio ci stavamo mettendo a voler fare le cose in regola». Parole come secchi di vernice a cancellare un’era, prima di esporre il Botero fucilato come simbolo e feticcio dei rischi di una mestiere pericoloso: amministrare. Prima del commiato dalla sala gremita la buona notizia: la Regione ha firmato il decreto che assegna le aree ex Cartiera al Comune. C’è tempo per l’ultima pietra: «Ci sarà un bando per l’assegnazione ma nel frattempo è meglio che stiano nelle mani del Comune per evitare che vengano cannibalizzate».

Presenze

A portare conforto c’è Andrea Fabbo, dg della Asl, Mattia Caniglia (Circomare), tanti amministratori. Davide Burchi, sindaco di Lanusei, è chiaro: «Non è in discussione la qualità dell’amministrazione, perché altrimenti potrebbe passare l’idea che quando qualcuno lavora male merita una sveglia. La legalità è una precondizione, il rispetto delle regole la condizione necessaria perché chiunque possa investire e lavorare».

Gli interventi declinano solidarietà e infondono coraggio. Vengono letti i messaggi di Daniela Falconi (Anci) e Alessio Seoni, presidente della Provincia. «Chi amministra è sempre sotto attacco, quando abbiamo iniziato questa avventura sapevamo a cosa andavamo incontro. La tua abnegazione quotidiana fa la differenza e per paga hai ricevuto due fucilate calibro 12». Irene Murru, assessore, parla di cuore. «La tua forza è la nostra forza. Siamo qui a camminare al tuo fianco. Marcello caro, coraggio siamo con te». Tutti gli interventi ricalcano l’invito a non mollare. «Ognuno di voi si faccia partecipe dei problemi della cittadinanza». Elena Sestu, consigliera di maggioranza, parla di «un gesto vile che mina la nostra società», Fabrizio Annarumma invita i cittadini a sentirsi parte attiva del processo democratico, Renato Pilia stringe Ladu in un abbraccio. Scena di famiglia con un pizzico di emozione.

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