La questione delle commissioni consiliari permanenti continua a rappresentare un vero e proprio caso politico per l’amministrazione guidata dal sindaco Mario Puddu ad Assemini. Dopo mesi di rinvii, mancate convocazioni e ripetuti stop, la situazione è tornata in un vicolo cieco durante l’ultimo, infuocato, consiglio comunale, culminato con la bocciatura della proposta complessiva di ricostituzione degli organismi.
Nessun accordo
Il primo round, andato in scena il lunedì precedente sempre in Consiglio, aveva già evidenziato profonde spaccature, in particolare all’interno del gruppo Misto. A seguito dell’ingresso delle consigliere di minoranza Niside Muscas e Sabrina Stara, il gruppo si è trovato a dover esprimere due rappresentanti per ciascuna delle otto commissioni. Di fronte all’assenza di un accordo unanime tra i componenti, il presidente del Consiglio Alberto Nioi aveva elaborato una proposta d’ufficio per ripartire i 16 posti disponibili in base al peso proporzionale interno (66% di maggioranza e 34% di minoranza), assegnando alla componente di maggioranza la guida esclusiva delle commissioni Cultura e Servizi tecnologici.Una soluzione matematica ma contestata. «La matematica è giusta, ma mi pare più una questione di politica», aveva tuonato in Aula la consigliera Sabrina Stara, lamentando l’esclusione dalla commissione Cultura, alla quale dichiarava di tenere particolarmente dopo il lavoro svolto.
La richiesta formale
Su posizioni analoghe la collega Niside Muscas, che nel secondo round ha affondato il colpo contestando la legittimità degli interlocutori istituzionali del Misto e la stessa imparzialità della presidenza: «Lei è certo di aver indirizzato ai giusti capigruppo il prospetto?», ha chiesto Muscas a Nioi, depositando inoltre una richiesta formale di chiarimenti normativi sul diniego alla costituzione di un nuovo gruppo consiliare autonomo per i consiglieri fuoriusciti.
«Funzione di ratifica»
Dal canto suo, il presidente del Consiglio ha difeso la legittimità del proprio operato, ribadendo che la funzione dell’Aula in questa fase fosse esclusivamente quella di ratificare le designazioni ufficiali senza aprire a modifiche discrezionali. «Qualsiasi altra riflessione, di natura tecnica o politica, andava svolta in altra sede», ha sottolineato Nioi prima di concedere la parola per le dichiarazioni di voto dei capigruppo.Dopo una lunga sospensione della seduta, richiesta dalla stessa maggioranza e durata oltre un’ora, l’epilogo è stato drastico. Al momento del voto sullo schema complessivo, la proposta ha registrato appena 2 voti favorevoli, 3 astenuti e il voto contrario di tutti gli altri presenti, decretandone la bocciatura definitiva. Le commissioni asseminesi riusciranno finalmente a riprendere la loro fondamentale attività di studio preventivo e controllo politico, o si aprirà un nuovo capitolo di scontri istituzionali?
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