Uras.

Consiglio ancora in alto mare 

Silenzio della Regione sul possibile scioglimento dell’assemblea 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

È come se nessuno volesse prendersi la briga di intervenire. Il caso del mancato scioglimento del Consiglio comunale di Uras continua a far discutere. Per la prima volta è intervenuto l’assessore regionale agli Enti locali, Francesco Spanedda che era stato interpellato dai consiglieri regionali di Fratelli d'Italia dopo le dimissioni di sette consiglieri comunali il 30 settembre scorso. «Questo assessorato non può che prendere atto della sentenza del Tar che ha dichiarato inammissibile il ricorso dei ricorrenti» si legge nella risposta all'interrogazione. I giudici, però, avevano anche precisato che la Regione è l’unica autorità competente a decretare la fine del Consiglio comunale.

L’interrogazione

I firmatari del documento (Paolo Truzzu, Emanuele Cera, Fausto Piga, Antonello Floris, Maria Francesca Masala, Francesco Paolo Mula, Gianluigi Rubiu, Corrado Meloni e Cristina Usai) chiedevano di sapere per quali ragioni non fosse stata disposta immediatamente la sospensione del Consiglio e il suo successivo scioglimento, con la nomina di un commissario. Chiedevano inoltre se la Regione avesse autorizzato o avallato la surroga di un consigliere senza il numero legale per la convocazione del Consiglio del 14 ottobre.

I dubbi

«La surroga è intervenuta mentre era ancora in corso l'istruttoria relativa, che, a causa della peculiarità del caso specifico, si presentava particolarmente complessa» sostiene l’assessore che ricorda: «Con il riordino del sistema delle autonomie locali è stata eliminata dall’ordinamento anche l’ultima forma di controllo di legittimità degli atti emanati dagli enti locali da parte della Regione». Infine un cenno alla sentenza del Tar con cui i giudici hanno chiarito che l’annullamento della delibera di surroga non comporterebbe lo scioglimento automatico del Consiglio comunale perché in Sardegna tale potere spetta alla Regione. Emanuele Cera va al contrattacco: «Tutto molto dubbio, per casi simili il Consiglio comunale è stato sciolto».

E intanto potrebbe essere presentata un’altra interrogazione, mentre i dimissionari potrebbero rivolgersi al Consiglio di Stato o presentare una nuova istanza alla Regione. «Dopo le feste valuteremo il da farsi» sostiene Raffaele Soddu, uno dei legali che assiste i sette consiglieri dimissionari.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?