Non si presentò in Aula per quattro volte consecutive ma il Consiglio comunale di San Vito, come invece fece il 28 gennaio del 2025, non poteva dichiararlo decaduto. Lo ha stabilito il Tribunale di Cagliari che ha accolto il ricorso di Angelo Padiglia reintegrandolo in via definitiva (era comunque stato riammesso subito in via cautelare) e condannando il Comune a risarcire lo stesso Padiglia per le spese del giudizio: duemila euro più accessori di legge.
La storia
La procedura di decadenza era stata avviata a novembre 2024 dal sindaco Marco Antonio Siddi perché Padiglia aveva disertato le ultime quattro sedute senza giustificazioni. Giustificazioni poi presentate ma non accolte dalla maggioranza che ne aveva dichiarato la decadenza. Nella sentenza del Tar viene però messo in evidenza che, «il regolamento consiliare non prevede la decadenza per i consiglieri che omettano di giustificare preventivamente le proprie assenze», e inoltre, «le altre assenze genericamente evocate dal sindaco sono assolutamente irrilevanti». In ogni caso Padiglia «ha prodotto tempestivamente i certificati medici a giustificazione di due delle assenze contestategli».
Protesta e malattia
Grande la soddisfazione di Padiglia, uno dei consiglieri più votati e anche mister della squadra di calcio del paese (che sta disputando un buon campionato di Prima Categoria). «L’azione del sindaco e dei cinque consiglieri di maggioranza che hanno deliberato per la mia decadenza era illegittima», sottolinea, «e questa sentenza lo dimostra in maniera inequivocabile. Sono contento per me e per gli oltre cento elettori che avevano riposto in me la loro fiducia». Quanto alle assenze, «una era per protesta politica, le altre due per motivi di salute. Io sono fra i più presenti in Aula, se guardiamo alle assenze di tutti i consiglieri. Valuterò se presentare un esposto alla Corte dei Conti, non è corretto che siano i cittadini a pagare per l’incapacità del sindaco».
Botta e risposta
Concetto ribadito dalla minoranza che ha difeso il collega Padiglia. «La sentenza», dice Alberto Cuccu, il capogruppo, «è una sconfitta sonora per questa amministrazione e un danno per le tasche dei cittadini. Oltre a dover risarcire le spese del giudizio il Comune ha impegnato altri 6.578 euro per l’onorario dell’avvocato. Soldi che potevano essere usati per strade, scuole e famiglie». Da qui la richiesta al sindaco di «scuse pubbliche e rimborso delle spese di tasca propria». Secca la replica del primo cittadino: «Le sentenze si rispettano, ma io ho agito in base alla legge. Il giudice non la pensa così? Bene, ma ricordo ancora una volta che il consigliere Padiglia ha una percentuale di assenze del 75%. Potrei impugnare la sentenza ma non lo farò».
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