Le Borse.

Con il cessate il fuoco volano i mercati ma resta la paura 

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I mercati festeggiano il cessate il fuoco di due settimane fra Stati Uniti e Iran, che ha fatto crollare le quotazioni del petrolio e del gas. La tregua decisa dopo quasi 40 giorni di guerra con la riapertura dello stretto di Hormuz (prima che in giornata Teheran decidesse di richiudere il passaggio delle navi a seguito gli attacchi di Israele in Libano), è stata accolta con un rally sia delle Borse sia dei titoli di Stato, che hanno visto calare i rendimenti. La tregua ha allontanato infatti i timori di altre spinte sui prezzi dell'energia e degli inevitabili effetti sull'inflazione. Gli investitori sono così tornati a scommettere su un taglio dei tassi quest'anno da parte della Fed e della Bce dopo aver temuto nell'ultimo periodo che le due banche centrali dovessero piuttosto intervenire alzandoli per contenere le spinte inflattive. A far scattare gli acquisti sui mercati azionari e obbligazionari è stata in prima battuta la caduta a picco del greggio. Il Wto americano nella nottata di martedì a seguito dell'annuncio dello stop delle ostilità si è inabissato a 91 dollari al barile per poi segnare perdite del 16% circa a poco più di 94 dollari. Ribasso a due cifre anche per il Brent europeo che si è portato verso i 90 dollari per poi muoversi intorno a 94,5 (-13,5%). Stesso discorso per il gas: ad Amsterdam il future Ttf ha chiuso in picchiata del 14,9% a 45,3 euro al megawattora. Sono in parallelo partite a razzo, ancora più di quanto avvenuto sui listini asiatici, le Borse europee. A fine seduta Francoforte ha fatto un balzo al 5%, Parigi ha guadagnato il 4,49% e Milano il 3,7% dopo essersi mossa per diverse ore sopra il 4%.

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