Si è aperto ieri a Cagliari il ciclo dei “Dialoghi nuragici”, gli incontri organizzati dall’associazione Sardegna Terra di Nuraghi per approfondire la conoscenza dell’antica civiltà sarda. Quattro appuntamenti cagliaritani che mettono al centro il patrimonio nuragico attraverso il confronto tra ricerca, divulgazione e partecipazione.
Il primo incontro, ospitato negli spazi di Sa Manifattura, è stato dedicato a “La dimensione del sacro nella Protostoria della Sardegna”. A guidare il pubblico nell’approfondimento è stata Anna Depalmas, professoressa di Archeologia all’Università di Sassari e presidente del Comitato scientifico dell’associazione, introdotta da Gianfranco Cocco, socio di Sardegna Terra di Nuraghi. Al centro della serata le architetture e gli spazi di culto della civiltà protostorica sarda, che tra il 1800 e l’800 avanti Cristo ha lasciato un patrimonio paesaggistico e monumentale ricco di migliaia di siti, oggetto dell’istanza che proprio di recente ha cominciato l’iter di analisi a Parigi ai fini dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il primo “dialogo nuragico” cagliaritano ha offerto così l’occasione per osservare i nuraghi con occhi diversi: monumenti apparentemente immobili, ma inseriti in un paesaggio unico al mondo, che hanno continuato a vivere, cambiare e raccontare la Sardegna attraverso i secoli. L’appuntamento di ieri ha inaugurato il programma cagliaritano di un progetto regionale più ampio promosso da Sardegna Terra di Nuraghi: 55 appuntamenti in tutta l’Isola, 42 città coinvolte e 456 associazioni partner. Il ciclo di incontri proseguirà a Cagliari con altri tre appuntamenti: 7 ottobre, 10 e 24 novembre riconfermando l’obiettivo di portare il patrimonio nuragico al centro del dibattito culturale.
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