Serramanna.

Comune: sì ai buoni pasto, ma resta la tensione 

Approvate le progressioni. I sindacati non revocano lo stato di agitazione 

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Il Comune di Serramanna ha approvato il regolamento per l’erogazione dei buoni pasto ai dipendenti comunali e scioglie così uno dei nodi più delicati della vertenza in corso fra l’Ente e le Rsu dei dipendenti, che sono in stato di agitazione da oltre un anno a causa soprattutto delle carenze del personale, a causa di pensionamenti e trasferimenti. Il Municipio guidato dal sindaco Gabriele Littera prova ad accelerare il tavolo di confronto con la Rsu aziendale e preme, per dirla con le parole di Marino Pusceddu (geometra, componente della Rsu) «per la revoca o la sospensione dello stato di agitazione». I buoni pasto valgono 8 euro, spettano per ogni giornata effettivamente lavorata ai dipendenti a tempo indeterminato e determinato, a tempo pieno e a tempo parziale.

Le rivendicazioni

Fra le misure per il personale anche l’avviso di selezione per attribuire le progressioni economiche per il 2024, che attribuiscono 8 differenziali stipendiali fra i 17 funzionari, istruttori e operatori esperti delle diverse aree. Il provvedimento segue uno analogo di sei mesi fa, che aveva portato all’avanzamento di livello professionale ed economico (le spettanze arretrate dal 2023 sono già state liquidate) di 12 dipendenti su 27.

Lavoratori in fuga

«Scorriamo le graduatorie di altri Comuni per due istruttori amministrativi contabili», ha annunciato l’assessora al Personale, Elena Fadda, che lotta contro la fuga dei dipendenti dal Municipio. Le sue parole trovano eco nell’atto della responsabile del settore Personale, con cui registra «l’esito positivo del procedimento di scorrimento della graduatoria concorsuale del Comune di Arbus» e avvia le assunzioni di quattro candidati che hanno accettato il Comune di Serramanna.

I nodi da sciogliere

Tutto a posto? La realtà è diversa: il Comune di Serramanna, scrive la stessa dirigente nella determinazione per nuove assunzioni (per il 2026 il tetto massimo è di 2.631.898 euro), «dev’essere inserito tra gli enti virtuosi e può quindi incrementare la spesa per assunzioni». Però ha la zavorra delle difficoltà nella riscossione delle entrate, specie quelle tributarie. Impietoso il verdetto della responsabile del personale: «Le capacità di assunzione sono notevoli, ma restano capacità potenziali per la limitatezza delle risorse, conseguente anche a una sempre maggiore criticità nella riscossione delle entrate che rende sempre più difficoltosa la sostenibilità finanziaria delle assunzioni necessarie».

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