Un cambio di classificazione tecnica ha rischiato di trasformarsi in una stangata fiscale e in un indebolimento strutturale per il territorio di Assemini. Con l’entrata in vigore della legge che ridefinisce i “Comuni Montani” su base puramente altimetrica, il verdetto è netto: Assemini, insieme ad altri 74 centri sardi, è stata ufficialmente esclusa dall’elenco.
La notizia è approdata in Consiglio comunale attraverso un’interrogazione presentata dalla consigliera di opposizione Niside Muscas, che punta il dito contro le ricadute economiche e sociali di quello che definisce un «declassamento».
Rischio Imu
L'effetto più immediato riguarda la pressione fiscale. La perdita dello status di “Comune montano” fa decadere l’esenzione Imu sui terreni agricoli per i proprietari non professionali. Ad Assemini, dove la superficie agricola utilizzata copre quasi la metà dei circa 12mila ettari totali, l’impatto è vasto. Si stima che circa il 25-30% del territorio comunale sia in mano a privati e hobbisti che ora dovranno pagare l’imposta.
In termini pratici? Per un ettaro di seminativo un cittadino potrebbe trovarsi a versare circa 122 euro l’anno, cifra che sale oltre i 230 euro per chi possiede uliveti o frutteti. Una platea che coinvolge tra i 1.500 e i 2.500 contribuenti, finora esentati in virtù di un riconoscimento storico del carattere rurale e svantaggiato della zona.
La battaglia politica
Ma la questione non è solo tributaria. Muscas sottolinea come l’esclusione dai riparti del “Fondo Nazionale per la Montagna” riduca le risorse per la manutenzione e il contrasto al dissesto idrogeologico: «Il declassamento - avverte la consigliera - potrebbe indebolire la capacità del Comune di difendere servizi essenziali come scuola e sanità, che godono di deroghe speciali nelle zone montane». Anche le imprese agricole soffriranno la perdita di regimi di favore per il trasferimento dei terreni.
L’interrogazione chiede ora al sindaco e alla Giunta di chiarire quali azioni intraprendere, suggerendo il coordinamento con gli altri 74 sindaci sardi colpiti per sollecitare il Governo a una revisione dei criteri. La richiesta è chiara: aderire a ricorsi collettivi per riottenere uno status che non è solo un’etichetta, ma uno scudo per l’economia e i servizi del territorio.
«Nessuna stangata»
L’amministrazione comunale rassicura i cittadini: «Il rischio fiscale è stato scongiurato da una recente risoluzione dell’Agenzia delle Entrate. Il nuovo elenco basato sull’altimetria non ha valore ai fini tributari», spiega l’assessore al Bilancio Marcello Malloru. Per l’esenzione Imu sui terreni agricoli resta in vigore la storica circolare del 1993. «Assemini mantiene i benefici fiscali previsti per i terreni agricoli», chiarisce Malloru, «per hobbisti e proprietari non professionali non cambierà nulla: l’imposta non sarà dovuta, neutralizzando così gli effetti del declassamento».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
