Regione

Commissioni, trattative fino all’ultimo 

Alle 10.30 il rinnovo dei parlamentini, dalle 8 vertice di maggioranza in extremis 

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Nell’ultimo giorno di trattative qualcosa si è smosso. Il Pd – preso atto dopo due mesi di tavoli di maggioranza che il M5S non ne vuole sapere di rinunciare alla commissione Bilancio – ha fatto una proposta: il movimento può tenere con il segretario del partito Alessandro Solinas la guida della terza, ma solo a determinate condizioni. Che non è dato conoscere, e che ai pentastellati devono essere sembrate pesantissime considerato che a stretto giro hanno declinato l’offerta. Questo è successo ieri, alla vigilia del rinnovo degli uffici di presidenza dei sei parlamentini in programma stamattina a partire dalle 10.30 nell’Aula della commissione Bilancio. Ieri nessun accordo, e le forze del Campo largo proveranno a trovarlo in extremis riunendosi due ore prima del rinnovo, alle 8.30. Se anche in questo caso la fumata sarà nera, allora al voto (segreto) delle 10.30 se ne vedranno delle belle. In particolare, a meno di sorprese, difficilmente Alessandro Solinas riuscirà a essere confermato presidente del Bilancio.

Snodo

Il rinnovo delle commissioni cade a ogni metà legislatura. Uno snodo importante che in genere porta a tensioni minime tra gli alleati, ma che in questa esperienza di governo targata Pd-M5S si è trasformato in un caso politico dai possibili esiti traumatici. Nei primi due anni e mezzo democratici e pentastellati si sono divisi il controllo delle permanenti in un rapporto di quattro a due. Il Pd alla guida della commissione Autonomia con Salvatore Corrias, dell’Istruzione con Camilla Soru, delle Attività produttive con Antonio Solinas e della Sanità con Carla Fundoni. Al M5S le altre due: il Bilancio con Alessandro Solinas e l’Urbanistica con Roberto Li Gioi.

New entry

Oggi lo schema cambierà perché nel club dei presidenti entreranno Avs e quasi certamente Orizzonte Comune. Significa che i due partiti maggiori dovranno rinunciare a qualcosa. Il problema è sempre stato questo: il Pd si è detto fin da subito disponibile a cedere una presidenza, il M5S invece è sempre stato irremovibile. Da qui un braccio di ferro interminabile. Lo stallo. E la possibilità concreta che le questioni si risolveranno nel segreto dell’urna. D’altra parte ad Avs e Orizzonte Comune non si può dire – come si è fatto a inizio mandato – che non ci sono le condizioni.

«Ci spetta la casella»

«A noi spetta la presidenza di una commissione – ha osservato anche ieri la capogruppo di Avs Maria Laura Orrù – per questo è importante che i partiti più grandi trovino il modo di garantire questo riconoscimento a pezzi forti della coalizione trovando un loro punto di caduta». Del resto, «al primo giro Avs non aveva avuto nulla nonostante ci spettasse una presidenza». Una posizione simile a quella del presidente del gruppo Orizzonte Comune Sandro Porcu: «A noi va bene qualsiasi metodo, l’importante è che arrivi quello che ci aspettiamo, in nome di un riequilibrio che era già previsto a inizio legislatura».

Le ipotesi

In questo riequilibrio, Avs dovrebbe arrivare con Diego Loi alla guida della seconda commissione Istruzione, per Orizzonte Comune e per il consigliere Salvatore Cau ci sarebbe invece la quinta (Attività produttive). Seguendo questo schema – senza un accordo e in caso di voto al buio – i democratici passerebbero da quattro a tre presidenze: conserverebbero la prima (Autonomia) con Salvatore Corrias e la sesta (Sanità) con Carla Fundoni, e otterrebbero la presidenza del Bilancio con Antonio Solinas. Al M5S resterebbe invece solo l’Urbanistica dove verrebbe confermato l’attuale presidente Roberto Li Gioi. Nella partita – ma in questo caso il secondo tempo si giocherà in Aula – rientra anche l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, ugualmente soggetto al rinnovo di metà legislatura come da regolamento interno. In questo caso il ruolo più ambito è quello della vice presidenza dell’Assemblea oggi in capo a Giuseppe Frau (Uniti con Alessandra Todde).

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