Il crimine

Colpo al museo, rubate opere milionarie 

Portati via sei quadri di Antonello da Messina: due abbandonati nella fuga 

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Messina. Mentre in piazza Duomo centinaia di devoti e curiosi partecipavano alla processione, al museo regionale, a 4 chilometri di distanza dal luogo delle celebrazione della Madonna Assunta, è andato in scena un colpo clamoroso, che ha fatto tornare in mente l'incredibile e rocambolesco furto messo a segno quasi un anno fa al Louvre di Parigi.

La banda

Poco prima delle 22 tre o quattro persone, col volto coperto da caschi, sono riuscite a entrare nel museo e a trafugare sei opere di Antonello da Messina, il più importante pittore siciliano del Quattrocento. Un colpo da decine di milioni di euro. Due sono state ritrovate poco dopo su un muretto fuori dal museo: probabilmente i ladri le hanno abbandonate durante la fuga per la presenza in quel momento di alcuni passanti.

«Sconcerto e dispiacere», il commento del ministro della Cultura Alessandro Giuli».

Di «atto criminale di eccezionale gravità e sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale», parla il presidente della Regione siciliana Renato Schifani.

Le indagini

La Procura di Messina ha aperto un’inchiesta per furto pluriaggravato di opere d'arte, al momento a carico di ignoti come sottolineato in una nota dal procuratore capo Antonio D'Amato. Subito dopo avere scoperto il furto, la polizia già sabato sera ha effettuato posti di blocco agli imbarcaderi per la Calabria, ma finora i controlli non avrebbero dato alcun esito. Non si sa dunque se la banda sia riuscita a lasciare la Sicilia o se i capolavori trafugati siano ancora nell'isola, nascosti da qualche parte. Diverse le piste d'indagine alla quale collaborano anche i carabinieri del nucleo tutela patrimonio. Si segue soprattutto quella del furto su commissione da parte di qualche mercante d'arte. Piazzare opere del genere sul mercato nero non è semplice se non si ha un piano definito a monte.

Tutto sarebbe accaduto in 2-3 minuti. Per entrare nel giardino del museo, i ladri sarebbero passati attraverso le grate del lato che sporge sul viale Annunziata e forzando una porta si sono diretti nelle stanze dove erano custodite le opere. Il sistema d'allarme e quello di video-sorveglianza, come confermato dai vertici del museo e appurato dagli inquirenti, hanno perfettamente funzionato. Perché dunque sia stato così facile trafugare tavole così preziose senza alcun ostacolo e perché nessuno sia intervenuto è l'interrogativo al quale la polizia sta cercando di dare una risposta. L'allarme sarebbe scattato quando la banda ha forzato l'ingresso e rotto i vetri delle teche che custodivano le tavole. In quell'istante nella struttura sarebbero stati presenti 4 custodi e le telecamere di video-sorveglianza avrebbero ripreso ogni fase del furto, come si evincerebbe dalle immagini acquisite dalla polizia.

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