Il riconoscimento.

Claudio Ranieri cagliaritano per sempre 

Cittadinanza onoraria per l’uomo dei miracoli rossoblù: «Orgoglioso di essere uno di voi» 

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È un uomo sensibile: alle critiche e ai complimenti, ma anche al talento e alla passione. Claudio Ranieri ne possiede in abbondanza. È un allenatore essenziale, capace di anticipare i tempi, ma anche un uomo di una galanteria e signorilità sempre dimostrata nel rapporto quotidiano con cagliaritani. Ha amato Cagliari fin dalla prima volta, quando da giovane tecnico (semisconosciuto) ha portato i rossoblù dalla C alla A in soli due anni, tra il 1988 e il 1990. Cagliari non ha mai dimenticato l’immensa gioia di quella cavalcata straordinaria, poi rivissuta tre anni fa con la promozione in A conquistata all’ultimo secondo nello spareggio di Bari. Da quasi 40 anni Claudio Ranieri, da Testaccio, è un simbolo di Cagliari e del Cagliari, da ieri questo legame è diventato indissolubile con la consegna della cittadinanza onoraria. Tre anni fa, con due mozioni, una di centrodestra (Andrea Piras) e una di centrosinistra (Matteo Massa), il voto all'unanimità del Consiglio comunale: ieri a Palazzo Bacaredda la cerimonia. «Sono orgoglioso di far parte di voi», dice visibilmente commosso.

Legame unico

Claudio Ranieri ha sempre considerato il capoluogo come la sua seconda casa: «È davvero particolare quello che sento per Cagliari e la Sardegna. Mia moglie quando vede che saluto qualcuno mi chiede “era di Cagliari?”, segno che vede in me una luce diversa con i cagliaritani». Per questo motivo, dice ancora, «sono orgoglioso di essere un cittadino di Cagliari, sono soprattutto orgoglioso del fatto che questo riconoscimento nasce per meriti sportivi, il calcio è la mia vita, ma finisce poi per essere un riconoscimento alla mia persona». Sì, perché tra le motivazioni che il sindaco Massimo Zedda e il presidente del Consiglio comunale Marco Benucci citano c’è proprio «il suo attaccamento e amore per la alla città che ha sempre considerato come la sua seconda casa».

Il destino

Ha scelto il destino per Ranieri. «La mia vita è stata tutta una rincorsa verso Cagliari. La mia ultima partita da calciatore fu un Roma-Cagliari e l’uomo che mi ha fatto debuttare in serie A è stato Manlio Scopigno, l’uomo dello scudetto. C’è sempre qualcosa che mi riporta a Cagliari, una città che mi ha restituito molto di più di quello che ho dato», dice.

Con la consegna della pergamena, ora Claudio («così mi chiamano i cagliaritani») è un cagliaritano per sempre. «Un uomo perbene, amato e rispettato non soltanto per i risultati sportivi ma per la signorilità, la sincerità e l'affetto con cui ha saputo parlare al cuore delle persone anche fuori dal terreno di gioco», dice Massimo Zedda. «Un uomo di una straordinaria umanità, testimone di valori sportivi autentici», gli fa eco l’assessore allo Sport Giuseppe Macciotta. Un riconoscimento arrivato anche grazie all’organizzazione di Nando Secchi, consigliere comunale.

L’uomo dell’eterno lieto fine adesso ha una storia eterna con Cagliari. E quel ritornello “Risorgeremo, l’ha detto Claudio Ranieri” «non passerà mai perché», dice, «l’hanno cantato i tifosi».

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