Potenza. Danilo Restivo, colpevole «oltre ogni ragionevole dubbio», ebbe dei complici quando il 12 settembre 1993 uccise Elisa Claps? È l’interrogativo della nuova inchiesta sull’omicidio della 16enne, il cui corpo fu ritrovato solo 17 anni dopo, il 17 marzo 2010, nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità. La riapertura delle indagini è stata svelata mercoledì dal fratello di Elisa, Gildo Claps, nell’ultima puntata di “Chi l’ha visto?” condotta da Federica Sciarelli, che per anni ha seguito la vicenda. E ieri il procuratore di Potenza, Camillo Falvo, ha confermato l’esistenza da due anni di un fascicolo per concorso in omicidio, al momento contro ignoti. In questi mesi i carabinieri del Ris hanno effettuato nuovi accertamenti, anche su alcuni reperti.
Già nel novembre 2012, nelle motivazioni dell’ormai definitiva condanna a 30 anni, la gup Elisabetta Boccassini scrisse che Restivo aveva «goduto, negli anni, di omertà e complicità, anche solo suggerite dalla paura di sue ritorsioni». Gildo Claps ha elogiato la forza e il coraggio della Procura potentina - nel 2024 guidata da Francesco Curcio, ora procuratore a Catania - mentre la madre, Filomena Iemma, ha attaccato duramente i quattro arcivescovi degli ultimi 33 anni (Ennio Appignanesi, Agostino Superbo, Salvatore Ligorio e Davide Carbonaro). La Curia potentina non commenta.
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