A Sant'Antioco l'invasione dei cinghiali è ormai fuori controllo. Nella spiaggia di Maladroxia la loro presenza serale, ogni sera è diventato un appuntamento fisso. Sebbene per alcuni possa sembrare uno spettacolo “folcloristico” alimentato dall'abbandono di rifiuti, rischia di diventare pericolosa, specie per l'istinto di difesa delle scrofe verso i piccoli.
Il sindaco Ignazio Locci ha già invitato i bagnanti a non lasciare nessun rifiuto, ma il problema investe ormai anche la periferia del paese e il lungomare. «Sappiamo che gli uffici sono al lavoro su un piano di contenimento - ha detto Gianni Inguscio, già consigliere comunale che ha più volte denunciato la situazione - c’è la necessità di un piano strategico e partecipato, che veda il coinvolgimento di tutti gli attori per risolvere un'emergenza sentita dall’intera comunità». Oltre al decoro, il pericolo è altissimo per la circolazione stradale. Ne sa qualcosa il ristoratore Corrado Martinelli, che in due anni ha vissuto due pesanti incidenti notturni. «Il primo incidente 2 anni fa e la Regione mi ha rimborsato il 60 per cento dei danni registrati. Vogliono la prova e cioè constatare che il cinghiale, a seguito dell'incidente, è deceduto. 20 giorni fa, un altro cinghiale, che però ha poi fatto perdere le sue tracce, mi ha distrutto l'auto e l'ho dovuta comprare nuova. Finché non ci scappa il morto, qui non interviene nessuno». Cinque gli incidenti stradali denunciati, fortunatamente senza gravi conseguenze tra Sant’Antioco e Calasetta. Tra timori per l'incolumità pubblica e danni economici, la richiesta di interventi drastici si fa sempre più pressante.
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