San Michele.

Cimitero, fiorai allo stremo tra caldo e chiusure forzate: «L’estate peggiore di sempre» 

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L’estate 2026? «La peggiore di sempre. Stiamo lavorando in perdita da giugno, non ce la facciamo più». A lanciare il disperato grido d’allarme sono i fiorai del cimitero di San Michele, stretti nella morsa della crisi tra aumento dei prezzi dei fiori e orari di lavoro ridotti per le allerte meteo dovute al gran caldo. «La situazione è drammatica», denunciano, «stiamo registrando un calo spaventoso del giro d’affari, superiore al 50% rispetto ad un anno fa perché il cimitero è deserto. Una diminuzione delle vendite sarebbe anche fisiologica in questo periodo, ma a nostra memoria un crollo del genere non si era mai verificato. Saremo costretti a chiedere “ristori” al Comune».

Affari in calo

Anche ieri, come già accaduto altre volte nell’ultimo periodo, il camposanto di piazza dei Castellani è rimasto aperto con orario ridotto e chiusura forzata nella fascia oraria più calda e a rischio per la salute, dalle 12.30 alle 16. «Non è la prima volta che capita», riferiscono affranti i fiorai storici Matteo Vacca e Luana Cinus, 36 e 31 anni, «il problema è che i cittadini non interpretano correttamente gli annunci pubblici, pensano che il cimitero sia chiuso del tutto, così neanche vengono. Il risultato è che anche se la mattina siamo regolarmente operativi, intorno a noi è un deserto».

Zanzare

Riduzioni di orario per le alte temperature che si sommano a chiusure improvvise per consentire interventi di disinfestazione. Come a inizio mese, quando in cimitero erano state individuate zanzare positive al virus West Nile, un’emergenza che aveva imposto una chiusura temporanea. «Causa di forza maggiore, ma per noi è stata l’ennesima mazzata. Le disinfestazioni a nostro avviso andavano fatte molto prima, non a ridosso di Ferragosto. L'auspicio è di riuscire a recuperare qualcosina in autunno, soprattutto a novembre, nei giorni dedicati alla commemorazione dei defunti».

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