Villacidro.

«Ci hanno scippato il tempo pieno» 

Primaria di via Farina, il blitz del Consiglio d’istituto fa infuriare i genitori 

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È la riorganizzazione dell’offerta formativa della scuola primaria a far discutere a Villacidro, a ridosso delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Nel plesso di via Farina, dove le famiglie potevano scegliere tra tempo ordinario e tempo pieno, sarà invece previsto solo il tempo pieno (40 ore settimanali), mentre quello ordinario non sarà attivato. La decisione è stata comunicata nei giorni scorsi, a ridosso dell’avvio delle iscrizioni. Una tempistica che, secondo i genitori, non ha lasciato spazio a un confronto preventivo.

Le famiglie

Tra le famiglie coinvolte c’è quella di Marianna Muntoni, mamma di due bambine. «Una frequenta già la primaria di via Farina al tempo ordinario, l’altra dovrebbe iniziare a settembre», racconta. «Con questa scelta mi ritrovo in una seria difficoltà: dovrei portare e riprendere le bambine in due scuole diverse, negli stessi orari. Per un genitore è impossibile sdoppiarsi».Il disagio, spiega Muntoni, non riguarda solo gli spostamenti: «Non tutte le famiglie possono scegliere il tempo pieno. Ci sono esigenze legate al lavoro, agli orari di uscita, all’alimentazione e agli impegni extrascolastici. Avere una sola opzione non tiene conto di situazioni diverse».

I docenti

Si aggiunge la voce degli insegnanti della primaria di via Farina, che hanno diffuso un comunicato sottoscritto da 49 docenti in cui ricostruiscono il percorso seguito nei giorni precedenti. L’8 gennaio si è riunito il Collegio dei docenti ed è stata votata una proposta che prevedeva di offrire tempo pieno e tempo ordinario in via Farina e in via Cavour. L’ipotesi aveva raccolto il consenso della quasi totalità dei docenti presenti, con un solo astenuto. La stessa sera, nel Consiglio d’Istituto, è stata invece approvata una proposta diversa, con l’esclusione del tempo ordinario in via Farina. I docenti si dicono «profondamente delusi» e non condividono una scelta che, a loro avviso, rischia di depotenziare un plesso che conta 15 classi.Nel comunicato sottolineano che la primaria di via Farina dispone di palestra, mensa, spazi adeguati e servizi per un’offerta formativa completa. La sensazione, spiegano, è che la decisione sia stata presa per riequilibrare la distribuzione degli iscritti tra i plessi, penalizzando quello che negli ultimi anni ha registrato una maggiore preferenza.

Le contestazioni

Sulla procedura, la dirigente scolastica Marinella Giorri, ha fatto riferimento alla seduta del Consiglio d’istituto dell’8 gennaio, sostenendo che la decisione è stata assunta «in perfetta aderenza alla legge», con la presenza della maggioranza della rappresentanza di genitori e docenti e del dirigente scolastico. La delibera, spiega, «è stata approvata a maggioranza dei presenti ed è da considerarsi legittima ed immediatamente esecutiva». Sul voto in Consiglio d’istituto, alcune famiglie contestano che i rappresentanti dei genitori abbiano potuto esprimersi senza prima informare le famiglie e i rappresentanti di classe, ritenendo «impossibile» un passaggio così rapido su un cambiamento di questa portata.Le iscrizioni sono già iniziate e, in assenza di alternative, molti genitori devono scegliere in un quadro che suscita perplessità.

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