L’assalto eolico

Chiese e siti nuragici assediati dalle torri: la rivolta di Luras 

No alle pale della Sardegna prime intorno al monolite più grande d’Europa 

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Una foresta di torri sulle chiese campestri, sui nuraghi, sulle tombe dei giganti e intorno al monolite di granito (inselberg) più grande d’Europa, il Monte Pulchiana. Il territorio del Comune di Luras è letteralmente assediato dai progetti di parchi eolici e il paese sta tentando di combattere la battaglia decisiva per il suo futuro, forse per la sua stessa esistenza. Mercoledì sera, il Consiglio comunale di Luras ha votato all’unanimità una risoluzione per dire al progetto della Sardegna Prime srl, 11 aerogeneratori della potenza complessiva di 79 megawatt da realizzare anche nei territori di Tempio e Calangianus, insieme ad un sistema di accumulo. Buona parte degli impianti (otto delle 11 torri) sono nel territorio di Luras. Così come lo sono gli aerogeneratori di altri due parchi eolici, Sinnada e VGE04. I luresi non vogliono l’invasione delle pale eoliche nella bellissima zona di Silonis, l’antica Sifilionis matrice del paese. Spiega l’archeologa Angela Antona: «Un luogo di straordinario valore storico e paesaggistico, con insediamenti che vanno dall’epoca nuragica al medioevo». E sullo sfondo il monolite di granito di Pulchiana (un “panettone” alto 110 metri, diametro 120 metri) che potrebbe essere sovrastato dagli aerogenetatori. In realtà, percorrendo la Provinciale che collega Luras alla statale Tempio Palau, le torri sono già tante, il paesaggio è deturpato in più punti.

«Pronti a difenderci»

Il sindaco di Luras, Leonardo Lutzoni, non fa giri di parole: «Il parco della Sardegna Prime è incompatibile con il nostro territorio, con la nostra storia e con le nostre aspirazioni». La risoluzione votata mercoledì sera affida ai tecnici comunali il compito di mettere in campo “ogni azione utile a contrastare la realizzazione del progetto”. Il quadro normativo attualmente è sfavorevole a iniziative come quella del Comune di Luras, nella risoluzione si fa riferimento alla sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato il divieto assoluto, introdotto dalla Regione con la legge n. 20 del 2024, di realizzazione degli impianti ricadenti nelle aree qualificate come non idonee. Ma Luras non si ferma, il vice sindaco Alessandro Depperu ha denunciato i problemi gravissimi per l’operatività dei mezzi aerei antincendio, la capogruppo di minoranza, Maria Giuseppina Tamponi ha garantito il sostegno dell’opposizione nella battaglia contro la speculazione eolica. Il problema è che Luras non sta fronteggiando solo iniziative in fase autorizzativa (valutazione di impatto ambientale) ma anche l’avvio di lavori, ad esempio per grandi parchi agrivoltaici.

La chiesa e le torri

Intorno a Silonis ci sono tombe dei giganti, i nuraghe Polcu, Caprioni, Santu Jacu, Naraghoni, la torre medievale La Turritta, le chiese campestri di Santu Iacu, Santa Maria di Silonis e San Leonardo. Un discorso a parte merita la chiesa campestre di San Pietro di Silonis (XIV secolo) costruita poco lontano da un sito archeologico di grandissima importanza, Li Cuncacci, forse il primo insediamento pre nuragico e nuragico del territorio. La chiesetta è stata restaurata con i fondi Ue e della Cei, la sua sagoma ha già sullo sfondo un aerogeneratore. «Sta cambiando il paesaggio di questo territorio ed è un attacco devastante alla identità dei luresi e dei galluresi», conclude don Francesco Tamponi, responsabile dei Beni culturali della Diocesi di Tempio.

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