San Gavino.

«Chiarezza sulla morte di mio zio» 

L’uomo avrebbe subito un furto qualche giorno prima della scomparsa 

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«Si faccia chiarezza sulla morte del nostro congiunto». È la richiesta dei parenti di Giuseppe Caddia, l’83enne trovato senza vita in un canale nella campagne di Cora Molas nei giorni scorsi. «Il nostro avvocato, Miriam Monni – dice la nipote Francesca Casana – ha inviato un’istanza al procuratore per richiedere l’autopsia. Non vogliamo mettere in discussione l’operato del medico legale, ma vogliamo essere sicuri che nostro zio sia deceduto per una morte naturale e questo accertamento lo vogliamo fare non solo per noi ma per tutta la comunità sangavinese. Ora aspettiamo la risposta da parte della magistratura».

Il furto

Una decisione questa presa dei parenti per far luce sugli eventi successi nelle ultime settimane a Giuseppe Caddia, che abitava in una casa in campagna, in località ‘Is Cotturas, non lontano dal centro abitato e che non si separava mai dalla sua bicicletta e dai suoi due cani Dora e Roky, che lo aspettano ancora nella porta della sua abitazione. Intorno al 17 febbraio Giuseppe Caddia aveva subito il furto del suo portafoglio in cui conservava i documenti e buona parte dei suoi risparmi, che preferiva portare con sé perché tempo fa c’era stato un incendio nella sua casa. Sembrerebbe che i soldi gli siano stati sottratti quando lui si trovava all’esterno dell’abitazione. Aveva subito raccontato questo fatto ai parenti ed era sua intenzione fare denuncia alle forze dell’ordine.

Gli interrogativi

Rimangono tanti interrogativi: perché Giuseppe Caddia si è spostato senza i suoi cani che lo seguivano dovunque? Come mai a una distanza di diversi chilometri dalla sua abitazione e per di più senza la sua bici. Dal 17 febbraio Giuseppe Caddia è stato visto più volte da amici e conoscenti fino a domenica 22, poi invece più nulla di certo anche perché il pensionato non aveva più i suoi documenti e non portava con sé il suo telefono. Anche sabato 21 si era recato in tabaccheria per comprare le sigarette e in tanti si chiedono cosa possa essere successo anche perché dal furto del suo portafoglio (mai ritrovato) al ritrovamento del suo corpo è passata poco più di una settimana. «Noi speriamo – aggiunge la nipote Francesca Casana – che venga disposta l’autopsia per fare chiarezza e per poter poi fare il funerale come merita ogni cristiano. Mio zio amava viaggiare e in passato ha lavorato a Torino, addirittura è andato in Brasile partecipando ai lavori di costruzione della strada che attraversa la foresta amazzonica ed è stato per lavoro anche nei Paesi Arabi: ha sempre rispettato tutti per strada e ha scelto di voler vivere in campagna». Ora i suoi cani Dora e Roky sono tristissimi. Vengono accuditi dai suoi parenti e ogni sera aspettano invano il ritorno del pensionato ritrovato morto nelle campagne del paese.

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