Parma. “Denial of the pregnancy”, negazione della gravidanza. È la definizione dello stato psicologico di Chiara Petrolini che la psicoterapeuta Alessandra Bramante, consulente della difesa, usa nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Un’opposizione mentale al fatto di essere incinta che avrebbe avuto riflessi evidenti anche dal punto di vista fisico: il quotidiano, a corredo dell’intervista firmata da Andrea Pasqualetto, pubblica due foto della giovane di Traversetolo scattate il giorno del suo 21esimo compleanno, dodici giorni prima del parto, in cui appare slanciata, diversissima da come ci si aspetta che sia una donna in procinto di partorire. «È l’effetto silhouette sottile della patologia – dice Bramante – Il feto si dispone in posizione verticale anziché orizzontale. È come se non sentisse la connessione con la madre».
«Ero felice»
Una tesi che la corte d’assise non ha sposato, condannando Chiara Petrolini a 24 anni e tre mesi. Era imputata di aver ucciso, per poi seppellirli in giardino, i figli avuti all’insaputa di tutti: il primo nato il 12 maggio del 2023, il secondo il 7 agosto del 2024. La condanna è arrivata solo per la morte del secondo figlio: per i giudici non è provato che il primogenito sia nato vivo e lei lo abbia soppresso. Il secondo episodio però è stato letto come un omicidio premeditato, come indicherebbero le ricerche online effettuate dalla ragazza. Ma per la psicoterapeuta le cose sono andate in modo simile la prima e la seconda volta. Nel maggio 2023 «ha pensato di dover andare in bagno e si è trovata un bambino fra le mani, morto. Ha tagliato il cordone ombelicale e lo ha seppellito». La seconda volta «la piena consapevolezza l’ha avuta solo durante il travaglio. Lì è stata folle a non andare in ospedale e qui sta la sua mente distorta. Ma Chiara ha tagliato il cordone ombelicale per tenere il bambino, non per ucciderlo: “Era vivo — dice —, l’ho visto con gli occhi aperti ed ero felice”. Poi è svenuta e quando si è risvegliata il neonato non respirava più»
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
