Cronaca

«Chi ha ucciso Leonardo Mocci si deve pentire» 

Il prete si rivolge all’assassino Palloncini bianchi per l’ultimo saluto 

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Nel pomeriggio di ieri, la comunità di Villacidro si è fermata per dare l’ultimo saluto a Leonardo Mocci, il giovane di 23 anni, ucciso la notte tra mercoledì e giovedì scorso, a Monserrato. Il lutto cittadino, proclamato dal sindaco Federico Sollai, è stato osservato con le bandiere a mezz’asta e la chiusura delle attività commerciali durante la celebrazione delle esequie. La scomparsa del giovane ha lasciato un grande vuoto nella comunità, dove era conosciuto e stimato anche per la sua grande passione per lo sport.

Il funerale

Il triste suono delle campane, è risuonato nell’assolato primo pomeriggio, quando tanti cittadini si apprestavano a recarsi nella chiesa di Santa Barbara per assistere alla cerimonia funebre. Il corteo con la salma è arrivato alle 15,30, quando la piazza della parrocchia, dedicata a Santa Barbara, era già gremita da centinaia di persone e decine di composizioni floreali lasciate da amici e parenti. Tra le dimostrazioni di affetto dei numerosi amici, alcuni voluto ricordare il defunto indossando una maglia bianca con la stampa della foto di Leonardo, ritratto in un momento felice, e la scritta “Sempre con noi”, completata da un cuore rosso. La bara, di noce chiaro, sormontata da un cuscino di rose bianche, ha attraversato la navata fino all’altare dove attendeva la famiglia, il padre Mondo, la madre Rosangela, e i due fratelli, Edoardo e Riccardo, tutti stretti in un dolore incolmabile.

Il dolore

Sul feretro, vicino alla fotografia di Leonardo, è stata deposta una maglia sportiva bianca, con i profili rossi e blu, e la frase scritta con un pennarello: ”Nessuno muore sulla terra finché vive nel cuore di chi resta”. Tra i presenti, su un lato dell’altare, anche il sindaco Federico Lorrai, accompagnato dal collega Tomaso Locci, primo cittadino di Monserrato. Tutt’intorno, a cercare di dare conforto, tanti amici arrivati anche dai paesi vicini e l’intera comunità. «Dalla mattina di giovedì, sulla nostra cittadina è calata una coltre di sgomento e tristezza – inizia l’omelia di don Giovanni Cuccu, che prosegue con parole di consolazione rivolte alla famiglia di Leonardo – Il signore compensi con la larghezza delle sue benedizioni questo vostro dolore, immeritato, immotivato, incommensurato». Poi fa un riferimento a chi ha messo fine alla vita di Leonardo: «Infine si rivolge ai tanti amici presenti: «Siete tantissimi, la chiesa è troppo piccola per contenervi tutti – e aggiunge il parroco –. A voi è affidata la famiglia di Leonardo Mocci, nel vostro cuore è custodita un pezzo della sua giovane vita». Nel piazzale davanti alla chiesa, sotto un sole cocente, l’intero paese ha seguito la cerimonia in rispettoso silenzio in attesa dell’uscita del feretro. Al termine della funzione, mentre la salma attraversava il sagrato, alcuni amici hanno acceso dei fumogeni e il cielo si è riempito di palloncini bianchi. Poi il lungo corteo si è diretto verso il cimitero con amici e parenti affranti dal dolore e la speranza che presto venga fatto giustizia.

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