Si definisce un democristiano deluso. Silvestro Ladu, 76 anni, originario di Bitti, è stato medico, sindaco (di Siniscola), consigliere e assessore regionale dei Lavori pubblici, senatore della Repubblica e molto altro. Ha vissuto la stagione d’oro del Pdl e quella dei guai con la Giustizia. Di certo conosce bene il Nuorese e le sue genti.
Sotto la pioggia battente dei giorni scorsi il primo pensiero è andato alla lunghe estati assetate della Baronia. La nuova diga è la soluzione?
«Abba Luchente è l'unico progetto che può risolvere i problemi, non solo per l’immediato, ma anche per il futuro. Oggi anche con il sovralzo della diga si arriverà a circa 30 milioni di metri cubi di acqua. E già adesso, praticamente, il fabbisogno supera i 40 milioni di metri cubi. Si può lavorare sulle perdite, ma non è certo la soluzione del problema. Senza questa nuova diga è impossibile praticamente che si raggiunga il fabbisogno della risorsa idrica per la Baronia».
Il progetto non è condiviso da una larga fetta della popolazione.
«Francamente non la capisco. È ancorata su posizioni ideologiche, è sempre contraria a tutto, specie quando si tratta di infrastrutture importanti. Giudizi che nulla hanno a che vedere con l’ambiente».
Siniscola reclama l’istituzione di una sezione dedicata alle lingue allo Scientifico.
«Spero che la Regione cambi idea. Il rifiuto è un fatto gravissimo ma anche la Provincia non ha fatto tutto il possibile. Questo è successo perché la Regione si è rifiutata di fare un programma di dimensionamento, se avessero fatto un piano rispettando le norme del Pnnr avrebbero risolto il problema. Se tu non decidi, subisci le decisioni di Roma. La Todde come è noto non decide. Ora la Provincia si muove ma è in forte ritardo, non possiamo permetterci tempi così lunghi».
Apprendiamo dalle cronache che l’Isola rischia di diventare una colonia penale.
«Un errore gravissimo, anche se dobbiamo sgombrare un campo intriso di demagogia. Ora vediamo come andranno davvero le cose con l’attuazione delle decisioni. Consideriamo che la legge prevede la territorialità della pena. Un’idea bislacca pensare di portare i detenuti del nostro territorio lontano da casa. Il provvedimento deve essere rivisto. È il Governo che ci deve rimettere mano».
In questo caso la Regione ha promosso proteste di piazza. In generale come valuta l’azione di Alessandra Todde.
«In primis non sta risolvendo i problemi. C’è un’inazione di fondo, dettata anche dall’attesa per le sentenze. Non si può fare soltanto demagogia o insomma protestare all’infinito. Dovrebbe capire che non è all’opposizione».
Bisogna ammettere che il Governo non la sta aiutando: energia, carceri... l’elenco è lungo.
«Chi è al governo deve governare. La sanità è allo sfascio, i trasporti nel caos, tutti i settori economici registrano situazioni di grave disagio, insomma. Io non vedo una sola cosa positiva. Vedo una Regione in attesa ma se non si fa nulla, tutto resta uguale. La vera battaglia dovrebbe essere sui trasporti. Si sta creando un gap di infrastrutture. Diventa davvero difficile uscire per noi e arrivare per i turisti. Paghiamo un prezzo troppo altro. Anche in questo caso non mi sembra che le soluzioni siano all’altezza dei problemi».
Forse alle urne ci manderanno i giudici.
«Decideranno loro se dobbiamo andare a votare, non la politica. Credo sia una sconfitta».
La svolta potrebbe arrivare con l’Einstein Telescope?
«Essere pronti è un dovere. Speriamo sempre nelle buone pratiche, quelle che risolvono i problemi, anche quando servirebbe una deroga, come abbiamo fatto noi per gli spartitraffico lungo la 131. Se servono ragazzi che parlino l’inglese dobbiamo prepararli o arriveranno altri da fuori».
Cosa c’è nel futuro della politica sarda?
«Io spero che nasca qualcosa di nuovo per la politica perché, effettivamente, in questo momento molte cose non le condivido. C’è un certo modo di fare in cui non mi riconosco».
Pensa di poter avere ancora un ruolo attivo nello scenario futuro?
«Chi entra in politica non esce mai, questa è una verità. Io continuo a interessarmi. Per esempio, ho un’idea sul prossimo presidente della Regione ma la tengo per me».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
