La cerimonia.

che Emozioni a Verona!  si spegne la fiamma delle olimpiadi italiane 

Spettacolo meraviglioso: chiusi i Giochi all’Arena Coventry: arrivederci sulle Alpi Francesi nel 2030 

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VERONA. Uno show tra acqua, luce, musica, “bellezza in movimento” nel primo monumento patrimonio Unesco sede di una cerimonia olimpica. La bellezza di Benedetta Porcaroli, la grazia e la leggerezza di Roberto Bolle e il brivido della tromba di Paolo Fresu, la "sorpresa" prima dell'Inno d'Italia, hanno salutato stasera all'Arena di Verona la XXV Olimpiade Invernale di Milano Cortina 2026, con un trionfo della musica lirica che nell'anfiteatro romano trova da cento anni il suo luogo più iconico. Realizzato dall'Agenzia Filmmaster, con la direzione artistica di Alfredo Accatino, lo spettacolo di due ore e mezza ha voluto rappresentare il territorio italiano, dal ghiaccio delle Alpi al mare e alla Laguna di Venezia.

Il parterre

Sul parterre areniano oltre 10.000 Led, ascensore scenico e scenografie in legno, in nome della sostenibilità ambientale dell'evento. Nell'anfiteatro è arrivata la premier Giorgia Meloni, con il vice Matteo Salvini e il ministro Andrea Abodi, i presidenti di Senato Ignazio La Russa e della Camera Lorenzo Fontana - di casa a Verona - poi i presidenti regionali Alberto Stefani, Attilio Fontana e Maurizio Fugatti con Luca Zaia. E' si è partiti con un "corto" dedicato alle opere liriche italiane, dove Francesco Pannofino ha fatto da direttore di scena. Il "padrone di casa", Rigoletto, è emerso sopra un lampadario dal fondo della scena, con il "Libiam nei lieti calici" poi in bicicletta raggiunge il vicino Teatro Filarmonico per incontrare Porcaroli per un altro intermezzo di musica sinfonica. Si torna all'Arena con le coreografie di Aterballetto e le fotografie di "Faces of Italy" scattate da Marco Delogu.

Fresu, che brividi!

Brividi nel momento dell'entrata della bandiera italiana e dei medagliati olimpici azzurri: il Canto degli Italiani è stato introdotto e contrappuntato dalla tromba di Fresu ed eseguito dal Coro dell'Arena, premessa all'ingresso della Fiamma Olimpica, in un'ampolla in vetro creata dal maestro muranese Lino Tagliapietra, portata dai quattro "moschettieri" del fondo 4x10 a Lillehammer: Maurilio De Zolt, Flavio Vanzetta, Silvio Fauner e Marco Albarello. Ancora musica, quella delle colonne sonore più belle del cinema per l'ingresso degli atleti - portabandiera azzurri gli ori Davide Ghiotto e Lisa Vittozzi - assieme ai classici pop da ballare con Margherita Vicario e Davide Shorty con Calibro 35. Poi un omaggio ai medagliati e ai 18mila volontari olimpici, rappresentati dal 90enne Mario Gargiulo, già presente a Cortina 1956, sulle musiche di Gabry Ponte. Il clou della serata è stato quando Roberto Bolle ha fatto il suo ingresso da una botola per “Water Cycle”, la coreografia ispirata al ciclo dell'acqua. Un cerchio che si solleva e si trasforma in sole, due gondole ricordano Venezia mentre Joan Thiele esegue alla chitarra la versione dolce e irresistibile de “Il mondo” di Jimmy Fontana.

L’orgoglio

Il passaggio della bandiera dai sindaci di Milano e Cortina, Sala e Lorenzi, ai presidenti delle Regioni alpine francesi per i Giochi 2030, con l'esecuzione della Marsigliese, ha fatto da prologo ai discorsi finali. «Grandissima Italia, sei stata di parola», ha detto Giovanni Malagò, presidente della Fondazione Milano Cortina. «Alla Cerimonia di Apertura», ha ricordato «dissi che non ero mai stato così orgoglioso di essere italiano. Questa sera, lo sono ancora di più. Permettetemi di dire “grazie” a tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente per rendere tutto questo possibile e a tutti coloro che hanno creduto in noi. Siete una squadra vincente, siate orgogliosi della vostra impresa».

Poi ha parlato Kirsty Coventry, presidente del Cio, rivolgendosi all’Italia: «Grazie per aver aperto i vostri cuori. Le arene erano piene, gli applausi fragorosi, l'atmosfera elettrica. Avete celebrato i vostri campioni e fatto il tifo per gli atleti di ogni nazione, dimostrando che passione e rispetto possono convivere fianco a fianco». E poi: «Al tifoso numero uno della Nazionale Italiana, il presidente Sergio Mattarella, al governo e al primo ministro Giorgia Meloni, ai leader regionali e ai sindaci delle comunità ospitanti: grazie per aver condiviso il meglio dell'Italia con il mondo». «Al Comitato Organizzatore, al mio amico Giovanni Malagò e a tutti coloro che lavorano dietro le quinte in tutte le sedi: ce l'avete fatta! Ogni volta che c'era una sfida, avete trovato una via. Avete creato un nuovo tipo di Giochi Invernali e stabilito un nuovo standard per il futuro», ha detto chiudendo l'Olimpiade 2026. E infine, il braciere all’Arena, in contemporanea con Milano e Cortina d'Ampezzo, si è spento.

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