In piazza della Scala a Milano, vicino al Duomo, una manifestazione della Cgil, delle forze progressiste e delle associazioni. A meno di un chilometro di distanza, su via Torino, un presidio di Futuro Nazionale, il partito di Roberto Vannacci. Entrambe le iniziative si schierano contro gli episodi di violenza e i disordini dello scorso weekend, ma con sfumature diverse.
La piazza “civica” promossa dalla Cgil condanna le devastazioni che «feriscono la città», ma invita anche a non ignorare le ragioni delle proteste. Per il sindacato, i danneggiamenti hanno prodotto un altro effetto «altrettanto pericoloso», ossia «offrire al governo il pretesto per scelte autoritarie e repressive» e «trasformare il dissenso in una minaccia da reprimere». Per i vannacciani, invece, ci vorrebbe un pugno ancora più duro, anche sulla scia delle posizioni del generale, pronto a intestarsi la battaglia «anti-maranza», con i rappresentanti di Fn in presidio con tanto di cartelli e striscioni che invitavano alla «tolleranza zero» e cori che incitavano alla remigrazione come «unica soluzione».
Nel mentre, in piazza della Scala, il sindaco Beppe Sala ribadiva il suo giudizio positivo sull'arrivo dell'Esercito. E anche se «non stiamo immaginando di militarizzare la città», ha sottolineato Sala, i militari «in queste settimane delicate credo che servano».
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