Spagna.

Ceuta, l’assalto non c’è stato:  il Marocco blocca i migranti  a pochi chilometri dal confine 

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Madrid. A Ceuta il Ferragosto è trascorso in una calma tesa, con la frontiera vuota e migliaia di uomini schierati: il nuovo assalto annunciato sui social non c’è stato.

Sulle colline di Fnideq, a circa due chilometri dal confine, sono state invece le forze marocchine a fermare i migranti: cariche, lacrimogeni, elicotteri, droni e cani hanno bloccato i gruppi usciti allo scoperto. Quasi 300 persone, in maggioranza subsahariane e una cinquantina magrebine, sono state fermate e trasferite lontano dal confine, alcune fino a Uarzarate, nel sud del Marocco, a oltre 800 chilometri da Ceuta. Altre 500 resterebbero nascoste nei boschi.

Cambio di atteggiamento

Rabat, questa volta, non ha lasciato passare nessuno. È il dato più evidente rispetto al 30 e 31 luglio, quando oltre 80mila persone riuscirono a entrare nell’enclave, soprattutto a nuoto, anche se circa 70mila tornarono in Marocco nelle successive 48 ore, secondo il governo spagnolo. «Rabat, quando vuole, chiude il passaggio», ha sintetizzato un alto dirigente della polizia marocchina citato da El Pais.

La stessa scena si è ripetuta a Melilla, dove la frontiera di Beni Enzar è rimasta blindata, con uomini e mezzi antisommossa pronti a intervenire. A Ceuta Madrid aveva schierato 3.600 uomini, compresi 2mila militari, che non sono però dovuti intervenire: la mobilitazione marocchina aveva già fermato i migranti dall’altra parte del confine. L’allerta resta comunque alta. Pattuglie e posti di blocco continuano a sorvegliare spiagge, scogliere e le strade verso Tangeri e Tetouan.

Accampati in spiaggia

La crisi umanitaria si è spostata dentro Ceuta, aggravata dal sovraffollamento. Sulla spiaggia di El Trampolin, tra tende e circa cento ripari di fortuna, restano accampati molti degli almeno 5mila migranti stimati dal governo centrale, 9mila secondo le autorità locali. Cibo, acqua e servizi igienici sono insufficienti. La ministra della Sanità Monica Garcia ha definito la situazione una «priorità di salute pubblica». Sono stati rilevati 18 casi di gastroenterite, due di tubercolosi, uno dei quali autoctono, e cinque aggressioni sessuali ai danni di donne migranti. Il rischio epidemiologico è stato giudicato «basso» per i residenti e «moderato» per i migranti.

Verso i rimpatri

Madrid ha promesso di procedere ai rimpatri «a maggiore brevità» possibile, ma il percorso è complesso: per gli adulti sono necessarie identificazione e procedure individuali, come hanno ricordato le principali associazioni di magistrati. Ancora più delicata la situazione dei minori non accompagnati: sono quasi 1.900 quelli già identificati e per loro servono accertamenti familiari e l’intervento della Procura.

Proprio per il timore di espulsioni collettive, alcune decine di migranti hanno inscenato un sit-in pacifico sulla spiaggia di El Trampolin, chiedendo asilo e mostrando cartelli con la scritta “Anche noi siamo esseri umani”.

Tensioni fra alleati

La crisi di Ceuta resta un dossier delicato nei rapporti tra Spagna e Italia: quest’ultima dal primo agosto ha reintrodotto i controlli Schengen alle frontiere per i cittadini provenienti dalla Spagna; Madrid, per reciprocità, ha adottato la stessa misura sui viaggiatori provenienti dall’Italia fino al 7 settembre. I toni restano critici.

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