C'è la cessione del portiere Elia Caprile tra le contestazioni mosse dalla Procura di Bari a Luigi e Aurelio De Laurentiis, indagati per bancarotta fraudolenta. Le perquisizioni in corso, infatti, riguardano anche tre direttori sportivi e un procuratore, non indagati, che sarebbero intervenuti, a diverso titolo, nella cessione di Caprile tra le due società Bari e Napoli per la quale, - spiega la Gdf - nel bilancio della società barese si ritiene siano stati «esposti fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero, ovvero omesse informazioni la cui esposizione era necessaria ai fini di una corretta valutazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società». In particolare, il Bari, dopo aver acquistato il cartellino di Caprile dalla società inglese Leeds Fc, per il quale aveva riconosciuto premi connessi all'eventuale valore di rivendita, lo avrebbe a sua volta rivenduto al Napoli per 2,2 milioni di euro a luglio 2023, «in assenza - spiegano gli investigatori - di qualsivoglia clausola di partecipazione al futuro plusvalore». Plusvalore che poi si sarebbe concretizzato perché Caprile è poi stato venduto al Cagliari per circa 8 milioni di euro. I destinatari delle perquisizioni (non indagati) sono i direttori sportivi di Bari, Ciro Polito e Napoli, Cristiano Giuntoli fino al giugno 2023 e Mauro Meluso da luglio 2023 a maggio 2024, oltre al procuratore di Caprile Graziano Battistini.
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