Capoterra.

C’erano una volta i maestri muratori 

Mancano gli operai: corso di formazione voluto dall’amministrazione 

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Un scuola per riscoprire il mestiere del muratore: il Comune, in collaborazione con l’ente unico di formazione e sicurezza Formedil e i sindacati, è pronto a lanciare il progetto che punta a creare nuove figure professionali per il settore edile. In un’epoca in cui le imprese faticano a trovare personale specializzato, l’amministrazione comunale è pronta a formare i giovani per offrire loro uno sbocco professionale sicuro e dare nuova linfa al settore edile locale.

La tradizione

Il sindaco, Beniamino Garau, spiega gli obiettivi dell’iniziativa: «Capoterra vanta una grande tradizione nel settore edile, nelle imprese locali si sono formati abilissimi artigiani che hanno portato la loro professionalità dappertutto, con questo percorso di formazione intendiamo non solo far riscoprire ai giovani un mestiere oggi sempre meno diffuso, ma anche fornire al mercato del lavoro quei muratori, carpentieri, assistenti di cantiere e consulenti sulla sicurezza che oggi scarseggiano».

La parte teorica si svolgerà in aula a Casa Melis o in biblioteca, quella pratica direttamente nei cantieri delle imprese che collaboreranno al progetto: la scuola edile garantirà alle ragazze e ai ragazzi la possibilità di imparare un mestiere molto richiesto. «A breve pubblicheremo la manifestazione d’interesse, ci auguriamo che rispondano all’appello tanti giovani – dice Garau -, il mestiere del muratore è molto cambiato rispetto al passato, innanzitutto è meno faticoso grazie alla nuove tecniche, vengono utilizzati materiali diversi e anche la sicurezza oggi è maggiore».

Le reazioni

Efisio De Muru, capogruppo del Partito democratico, plaude all’iniziativa: «Capoterra ha sempre avuto una grande tradizione nel settore edile, credo che formare dei giovani in grado di lavorare nei cantieri sia necessario in primis per loro, ma anche per garantire il personale necessario alle imprese che faticano sempre di più a portare avanti un ricambio generazionale».

Gigi Medda, imprenditore edile di Capoterra, porta avanti la tradizione di famiglia, cominciata con l’impresa avviata dal padre nel 1963: «Credo che quella del Comune sia un’iniziativa davvero interessante, oggi per le imprese edili è sempre più difficile trovare artigiani, è un settore dove non c’è un ricambio generazionale. Ho iniziato questo lavoro quando avevo 17 anni, oggi ne ho 63 e porto avanti l’attività giusto per accompagnare alla pensione i miei ultimi dipendenti, poi chiuderò l’impresa. Quando ero ragazzo c’era una scuola di formazione per muratori lungo la 554 che ha dato la possibilità a tanti giovani di imparare questo mestiere: il fatto che a Capoterra ne sorga presto un’altra è senz’altro positivo».

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