La polemica.

Centro vaccinale trasferito: Zedda contro l’Asl 

Il sindaco: «Scelta la sede più inadeguata possibile, non eravamo stati consultati» 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

«L’amministrazione comunale non ha ricevuto nessun avviso tempestivo circa il trasferimento del servizio di vaccinazione dall’ospedale Binaghi nei locali di piazza de Gasperi». Così con una nota durissima condivisa ieri sera il sindaco Massimo Zedda rompe il silenzio sulla polemica riguardo il trasferimento del Servizio di igiene pubblica. L’amministrazione comunale arriva a gamba tesa, denunciando di non essere stato avvisato per tempo: «Dovendo scegliere un luogo inopportuno, per ospitare un servizio così importante come quello legato alle vaccinazioni, si è fatta la scelta più inadeguata», attacca il primo cittadino, sottolineando la totale assenza di condivisione e i rischi per la cittadinanza.

L’affondo del Comune

Nel mirino del sindaco finisce l’intera organizzazione del trasloco: «L’alta frequentazione di persone dovuta alla presenza di uffici comunali, la carenza di parcheggi, l’ubicazione al quinto e sesto piano degli spazi della Asl, la difficoltà legata al trasferimento dei frigoriferi per il contenimento dei vaccini, la difficoltà per gli operatori costretti a caricare e scaricare la strumentazione e le fiale per le vaccinazioni previste per il territorio, l’assenza di condivisione con il personale del servizio, la mancata individuazione di soluzioni alternative e più agevoli, la contrarietà del personale del servizio vaccinazioni e le scontate difficoltà per coloro che vorranno vaccinarsi». A preoccupare è anche la sicurezza operativa. «A conferma della fretta – si legge nella nota – va evidenziata la mancata predisposizione, come avviene per un qualsiasi trasloco privato, della predisposizione di un montacarichi e la pretesa di usare gli ascensori, adibiti alle persone, in orario di apertura degli uffici al pubblico, come montacarichi con pesi non conformi alla capacità di carico degli elevatori».

La proposta

Per sbloccare lo stallo, il Comune ha già offerto spazi alternativi di sua proprietà: ieri è stato effettuato un sopralluogo in via Abruzzi per trovare una sede più agevole, «a conferma della disponibilità dell’amministrazione».

«Sarebbe stato sufficiente, – conclude freddamente il sindaco – avendo da tempo la consapevolezza del trasloco, incardinare nel Piano città, tavolo nel quale le istituzioni stanno lavorando nel condividere e mettere a disposizioni immobili e spazi, prescindendo dalle proprietà e facendo prevalere le prioritarie esigenze della cittadinanza.

La perizia

Le criticità evidenziate dal Comune trovano conferma nella perizia tecnica effettuata dall’Ares. Nel documento si mette nero su bianco un rompicapo: i frigoriferi a doppia anta, indispensabili per la conservazione delle dosi vaccinali, sono troppo grandi per l’ascensore che porta al quinto piano della sede di piazza De Gasperi. Per spostarli, l’azienda sanitaria dovrebbe noleggiare delle gru, rimuovere gli infissi delle finestre e bloccare l’intera area esterna, oppure utilizzare un montascale. Operazioni che richiederebbero lo svuotamento dei frigo e il noleggio di un camion refrigerato per stoccare i farmaci per almeno 48 ore.

Anche Giuliano Frau, presidente di Adoc Sardegna, si aggiunge alla polemica e boccia la «rivoluzione non ponderata» verso una sede «vetusta» che causerà «indicibili disagi». Il timore dell’Adoc è che i disservizi allontanino i cittadini dalle campagne vaccinali. «Al Binaghi gli spazi ci sono, basta organizzare meglio il servizio», incalza Frau, che avverte la direzione sanitaria: senza un confronto, l’associazione è pronta a denunciare il «danno erariale» per una gestione inefficiente delle risorse pubbliche.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?