Il convegno.

«Centro storico in crisi, non diventi un museo» 

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«I centri storici non sono musei a cielo aperto né semplici attrazioni turistiche, ma il motore sociale ed economico delle città». Questo il messaggio emerso dal convegno “Centri storici – analisi e futuro”, organizzato da Confcommercio Sud Sardegna davanti a istituzioni, associazioni di categoria ed esperti del settore. In città, negli ultimi 30 anni, sono stati persi circa 35 mila residenti e, negli ultimi 15 anni, chiuse circa 1.200 attività commerciali nel centro storico. A tracciare il quadro è Cristiano Erriu, segretario generale della Camera di Commercio di Cagliari: crescono bar, ristoranti e strutture ricettive, mentre scompaiono negozi di prossimità e botteghe artigiane, trasformando il centro in un vero e proprio “albergo diffuso”. Segnali critici arrivano anche dall’imprenditoria: aumentano le imprese femminili, mentre quelle giovanili mostrano tendenze «del tutto negative». L’allarme del presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Marco Mainas: «Perdiamo in media cinque negozi al giorno, lasciando intere vie senza identità. Il rischio è una città monoculturale, schiacciata solo su turismo e ristorazione. Serve una svolta». Cosciente della complessità dei fenomeni, il sindaco Massimo Zedda ha commentato: «I cambiamenti che viviamo sono mondiali e non possiamo fermarli. Le abitudini sono mutate, ma possiamo governare il cambiamento».

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