Sassari.

Centro storico assediato dal crimine 

Risse e spaccio di droga, cittadini costretti a barricarsi in casa 

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Il buio porta la polizia locale in centro storico. Oltre cinque ore di controlli da parte di circa 20 agenti della Municipale, a cavallo tra venerdì e sabato notte, negli hotspot della criminalità sassarese. Distribuiti tra via San Donato e le strade limitrofe, all’interno del quadrante racchiuso dai confini di corso Vittorio Emanuele “sud” e Porta Sant’Antonio. Lì dove si denuncia, ormai da anni, come l’area sia stretta nella morsa del traffico di droga, fenomeno riconosciuto anche da alcune indagini della procura. La più recente delle quali ha ipotizzato nel 2025, a carico di 21 nigeriani che abitavano in zona, l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Dopo l’exploit del blitz della polizia di Stato, un anno fa, la situazione pareva essersi calmata.

Tregua fragile

«La pace però è durata poco - riferiscono i residenti, che parlano solo a patto dell’anonimato-. Hanno ripreso tutto daccapo». E negli ultimi tempi si moltiplicano i segnali di allarme. «Le risse sono quotidiane, tra extracomunitari e gente del posto, o tra bande rivali». Spesso sono i debiti per dosi non pagate a dare corso a una serie di spedizioni punitive, che si concludono con aggressioni, lanci di bottiglie e urla, di dolore o di minaccia, come è accaduto in due occasioni questa settimana. «Vanno avanti fino alle cinque del mattino», spiegano i cittadini, esasperati. E per una notte almeno, due giorni fa, hanno potuto dormire sonni più o meno tranquilli, grazie al “pattugliamento” dei vigili. Gli agenti, guidati dal comandante Gianni Serra, hanno verificato i documenti di diverse persone, tra le vie La Marmora e Sisto, e nelle vicinanze, mentre dai vicoli sparivano le sentinelle che presidiano le strade e segnalano la presenza delle forze dell’ordine a chi vende le buste di “bianca” e “nera”, rispettivamente cocaina ed eroina. «Per non farsi scoprire - continua chi ha casa in zona - le nascondono dietro i contatori o nei vasi di fiori». Il risultato è inevitabile. Le persone si barricano dietro i cancelli di ferro e le porte blindate, mettono le inferriate alle finestre, e ritirano le piante. Anche per difendersi dai continui furti, dentro le abitazioni o nelle automobili: «Rubano perfino i panni stesi ad asciugare».

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