Sassari.

Centro di spaccio in mano ai nigeriani 

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Un “drogamat” in centro storico. Durante gli interrogatori di garanzia, venerdì e sabato, dei 16 arrestati dell’operazione Replay, sono emersi alcuni dettagli dell’attività di spaccio su cui hanno indagato i carabinieri, tra il 2023 e il 2025, fino al blitz di mercoledì scorso. Facendo emergere una pluralità di cessioni, dosi di cocaina ed eroina soprattutto, dai numeri record. Si contesterebbero a due persone, ad esempio, oltre un migliaio di consegne in appena una settimana. E sarebbero poi cinque, in particolare, gli indagati dalla procura della Repubblica ritenuti più attivi nello smercio delle sostanze stupefacenti. Si parla di due coppie, insieme al fratello di uno dei quattro, che avrebbero venduto con maggiore assiduità anche se, a quanto si sa, nessuno di loro aveva un ruolo da leader.

L’indagine infatti riferisce su un presunto gruppo criminale ma l’accusa è di concorso in detenzione di droga ai fini di spaccio senza ipotizzare l’associazione a delinquere. Intanto gli indagati avrebbero fornito risposte molto diverse, tra i pochi che non hanno scelto la strada del silenzio davanti al gip. Vi sono coloro che hanno scaricato le responsabilità su altre figure, anch’esse in prigione, alcune dentro già dall’operazione Viking del 2025. Altri hanno ammesso la compravendita, parlando però di un guadagno minimo per potersi permettere altra droga, da consumare ad uso personale. Tutti nigeriani perché nell’inchiesta, che ha prodotto 45 avvisi di conclusione indagini, oltre alle misure di custodia cautelare, gli unici non extracomunitari sarebbero un sassarese e una persona di origine slava, che avrebbero avuto ruoli secondari.

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