Sant’Antioco.

Centri storici sempre più fragili, proposte per il futuro  

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Centri storici sempre più fragili, negozi che chiudono e locali sfitti: da Sant’Antioco parte una nuova riflessione sul futuro del commercio di prossimità. Nella sala del Consiglio comunale si è svolto il convegno “Centri storici: analisi e futuro”, promosso da Confcommercio Sud Sardegna e dai Centri commerciali naturali. Dal confronto è emerso un quadro complesso.

Nel Sulcis operano circa 3.800 imprese e 420 pubblici esercizi; commercio e turismo producono il 23 per cento del Pil provinciale, ma negli ultimi 10 anni le imprese sono diminuite del 12 per cento. A Sant’Antioco risultano registrate 1.025 imprese, di cui 857 attive. Nel commercio si contano 231 attività, senza nuove iscrizioni, segnale di un ricambio sempre più difficile. L’indagine presentata dall’imprenditore Carlo Lai, evidenzia che il 73 per cento degli operatori denuncia un peggioramento economico. Crescono invece le realtà che investono in formazione e integrazione tra attività fisica e digitale. Tra le proposte emerse figurano un distretto del commercio, incentivi contro gli sfitti, programmi di digitalizzazione e formazione permanente. Per amministratori e operatori la sfida è trasformare i centri storici in luoghi di commercio, cultura e socialità.

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