Portoscuso.

Centrale Enel, escluse le aziende sarde 

La manutenzione dell’impianto di Portovesme affidata a imprese della Penisola 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

«I lavori per la fermata imminente alla centrale Enel saranno assegnati ad aziende della Penisola: uno schiaffo al territorio e alla crisi quotidiana». Il grido d’allarme arriva dalle segreterie dei metalmeccanici di Fiom Cgil, Fsm Cisl e Uilm Uil del Sulcis Iglesiente e interessa la centrale Enel di Portovesme.

L’avviso

A breve, il 6 ottobre, dovrebbe iniziare una fermata di circa 10 settimane per le manutenzioni nella centrale, sono previste lavorazioni importanti che impegneranno imprese e lavoratori esterni per più di due mesi. Secondo i sindacati questi appalti saranno assegnati dall’Enel ad aziende della Penisola che utilizzeranno operai non sardi in un periodo di grande precarietà e sacrifici per i lavoratori locali che quindi, se le cose andassero così, resterebbero fuori dai giochi. Anche di questo si è discusso durante l’assemblea che si è svolta ieri mattina davanti ai cancelli della centrale Enel di Portovesme. La preoccupazione è tangibile: in un periodo in cui le opportunità di lavoro scarseggiano, la possibilità che per la fermata arrivino imprese da fuori è vista come uno smacco. «Tutto legittimo – si legge in una nota delle segreterie di Fiom, Fsm e Uilm – ma mal si concilia con la crisi del territorio, con le aspettative dei lavoratori e con la sicurezza messa in discussione per la mancata conoscenza degli impianti. Si potrebbe garantire una rioccupazione, seppure per il breve tempo della fermata e invece si decide di far arrivare manodopera e imprese da altre parti, in un luogo in cui la precarietà la fa da padrona. Siamo pronti ad azioni forti, chiediamo una convocazione urgente di Cgil Cisl e Uil in tempi rapidi per garantire che la fermata prevista dal 6 ottobre si svolga correttamente».

Le reazioni

Un grido d’allarme condiviso anche da Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. «Chiediamo a Enel rispetto per il Sulcis – dice Rubiu – per i tanti disoccupati, per i lavoratori in mobilità in deroga e per quanti attendono di rientrare a lavoro dopo anni di incertezza. Anche un’attività temporanea può rappresentare un’importante occasione occupazionale per imprese e maestranze locali». Secondo Rubiu non si tratta di mettere in discussione le prerogative dell’azienda, ma «pretendere la giusta sensibilità di Enel verso il territorio – dice il consigliere regionale – la Regione convochi con urgenza un tavolo con Enel, sindacati, associazioni datoriali e istituzioni locali per affrontare le ricadute occupazionali della fermata e dare risposte concrete ai lavoratori».

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?