Festa grande all’Abi d’Oru per celebrare la collaborazione tra l’hotel affacciato sul Golfo di Marinella e la “Trattoria del Pescatore”, che compie quest’anno 50 anni. Per l’estate 2026 il resort cinque stelle di Porto Rotondo ha affidato il ristorante fronte mare alla famiglia Ardu, che a Milano con la sua attività è un punto di riferimento per la cucina di mare, con clientela internazionale.
Gli ospiti
Sabato, all’evento di inaugurazione, erano presenti i fondatori della “Trattoria del Pescatore”, Giuliano Ardu e Agnese Atzeni, originari di Morgongiori, e i tre figli, Nicolas e Cristian, che affiancano i genitori tra cucina e sala, e Jonathan, ma anche clienti storici degli Ardu, alcuni dei quali giunti appositamente in Gallura per una serata all’insegna della tradizione e della convivialità, durante la quale gli ospiti hanno potuto apprezzare (tra le altre cose) un assaggio dei piatti signature del “Pescatore”. Che per tornare a casa ha scelto non a caso l’Abi d’Oru. Non è un mistero che Diana Zuncheddu, ceo di Abi d’Oru Beach Resort & Spa, sia un’affezionata cliente degli Ardu, da cui la proposta.
Il progetto
Il resto è, e sarà, storia. «Continuiamo a insistere con la sardità, le famiglie e le aziende che hanno i nostri stessi valori, che credono nella tradizione e nella valorizzazione dei prodotti del territorio», spiega Zuncheddu. «È stato bellissimo iniziare a collaborare col “Pescatore”, che a Milano è un’istituzione, un ristorante in cui trovare posto è impossibile. Tante persone che frequentano la trattoria hanno casa qua o frequentano questo tratto di costa in estate, per cui è stato un bel connubio, e far tornare la famiglia Ardu in Sardegna per il cinquantesimo compleanno una soddisfazione».
Le ricette
Nel menu del “Pescatore” spicca l’astice alla catalana, «il loro piatto signature, che in questa versione, con pomodorini e cipolle, si è inventato Giuliano», sottolinea la padrona di casa dell’Abi d’Oru, «ma il mio preferito è il baccalà mantecato, che loro fanno meglio che a Venezia». Sabato, però, parte della scena se la sono presa i crudi di mare, il pacchero spada, calamari, peperoni e bottarga e, soprattutto, le lorighittas, tipiche di Morgongiori. «La pasta delle principesse», interviene Giuliano Ardu. «Dall’inizio, e in questo penso di essere stato uno dei pionieri, ho voluto portare a Milano i prodotti sardi, tra cui le lorighittas, in omaggio al mio paese: proporle adesso all’Abi d’Oru mi riempie di orgoglio». Il ristoratore spiega poi com’è nato l’astice alla catalana, che ha ispirato sabato la pizza alla catalana, molto apprezzata dai numerosi ospiti del pieds dans l’eau. «Negli anni ’80 a Milano non tutti si potevano permettere di andare al ristorante a mangiare aragosta, così ho pensato di sostituirla con l’astice, più abbordabile, aggiungendo pomodoro e cipolla: all’inizio è stato accolto con diffidenza, soprattutto per via della cipolla, mentre adesso è un piatto amatissimo». A proposito di rivisitazione, l’estro degli Ardu non ha risparmiato neppure le lorighittas, come spiega la moglie di Giuliano. «Al mio paese si facevano col galletto e il maialino da latte, invece noi abbiamo deciso di accompagnarle con astice e aragosta, e sono buonissime», interviene Agnese Atzeni, che si dice «molto emozionata» per essere tornata in Sardegna. «La verità è che lo siamo tutti, e anche tanto», le fa eco il figlio Nicolas, che la affianca in cucina. «Negli anni sono arrivate tante offerte per aprire dei locali in Sardegna, mai andate a buon fine, finché Diana, che è un’amica, ci ha invitato nella sua bellissima casa. Ed è proprio questo concetto “di casa” che vorremmo si respirasse nel nostro ristorate sulla spiaggia, dove sono già venuti a trovarci clienti storici anche da Milano, e dove aspettiamo tutti a braccia aperte».
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