Per la seconda volta in dieci anni è evaso e per la seconda volta è stato trovato, catturato e riportato in regime di detenzione di sicurezza. Nello stesso posto dal quale era fuggito qualche giorno prima: la colonia penale di Isili, della quale era (ed è nuovamente) ospite già da diverso tempo.
Libertà
Nicola Bullita, 45 anni, di Monastir, alcune vicissitudine giudiziarie alle spalle, ha respirato solo per pochi giorni l’aria di libertà che cercava. L’uomo era scappato la settimana scorsa eludendo la sorveglianza ma non ha fatto molta strada, perché i carabinieri del Norm della Compagnia di Dolianova l’hanno ritrovato in breve tempo.
Si era nascosto forse nell’ultimo posto nel quale chiunque poteva pensare sarebbe andato, tranne gli investigatori: nella casa che condivideva con la moglie prima dell’arresto. Cioè il luogo nel quale un anno fa proprio lui aveva aggredito e colpito la donna con un’arma. I militari lo hanno trovato nell’appartamento, accucciato in un sottotetto, e lo hanno riportato al punto di partenza.
La corsa in auto
Bullita è noto alle cronache per due episodi. Il primo risale al 2014, quando si era messo al volante dopo aver assunto morfina e cocaina e, uscito assieme alla fidanzata, aveva incrociato una pattuglia dei Carabinieri a Monastir davanti alla quale, e all’alt delle divise, era fuggito. Inseguito, era andato a sbattere contro la Fiat 500 nella quale si trova una coppia di coniugi: il marito era morto sul colpo, la donna era rimasta ferita, lui era stato condannato a 9 anni di reclusione per omicidio colposo. Mandato in una comunità di recupero, era evaso il 30 novembre successivo dagli arresti domiciliari per costituirsi dopo 22 giorni ai carabinieri che nelle ultime ore lo stavano braccando.
L’aggressione
Undici anni dopo, il secondo episodio. Nel giugno 2025 Bullita aveva colpito la moglie alla testa con una roncola (la cui lama era lunga 30 centimetri) al culmine di una violenta lite nata verosimilmente a causa dell’abuso di alcol da parte del 45enne, arrestato e poi mandato alla colonia penale. Dalla quale è fuggito il 15 agosto per trovare rifugio proprio nella casa dove stava la moglie, a sua volta in detenzione domiciliare ma con il permesso di uscire tra le 8 e le 13.
Proprio in quella fascia oraria i carabinieri, che avevano capito dove si trovasse l’evaso, sono entrati nell’edificio e hanno trovato il fuggitivo. Riportato a Isili. (an. m.)
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